domenica 9 agosto 2015

INTERVISTA A ELISABETTA BRICCA

Abbiamo il piacere di condividere con Voi, l'intervista che la traduttrice Elisabetta Bricca ha rilasciato alla nostra Shanmei.

Benvenuta Elisabetta, parlaci di te, raccontaci il tuo percorso di studi.

Grazie per l’ospitalità J Ho frequentato il liceo linguistico a Roma, mi sono poi laureata in Sociologia indirizzo comunicazione e mass media.

Come è nato il tuo amore per la traduzione?

Dalla curiosità, dal desiderio di confrontarmi, e dall’amore per le parole.

Come è iniziato il tuo lavoro di traduttrice? Quale è stato il primo testo che hai tradotto? 

Con  Babelcube. Il primo lavoro tradotto è stato Viking’s Prize di Tanya Anne Crosby

Hai fatto traduzioni per Case Editrici, Agenzie di marketing o pubblicità? 

Diciamo che ho avuto delle proposte.

Sappiamo che traduci autori stranieri che poi si auto-pubblicano in italiano. Come è nata questa idea? 

Babelcube è un’opportunità di scambio e confronto molto stimolante. Ho scelto Viking’s Prize perché ho sempre avuto una passione per i Vichinghi e volevo qualcosa che mi appassionasse.

Hai riscontrato difficoltà nel far accettare agli autori questo nuovo modo di pubblicarsi in paesi stranieri o ne avevano già sentito parlare? 

In America è il nuovo modo di pubblicare. Autrici pubblicate da grandi nomi hanno scelto il self publishing. La cosa interessante è che si supportano molto tra loro.

Se questo tipo di pubblicazione diventasse sempre più diffuso, pensi che gli Editori non avrebbero più ragione di esistere o rimarrebbe solo una pubblicazione alternativa? 

Rimango affezionata all’editoria tradizionale. No, credo che continuerebbe a esistere per il semplice fatto che si tratta di un percorso totalmente diverso.

Quanto tempo serve per portare a termine la traduzione di un romanzo? 

Tanto. Diciamo 4/5 mesi lavorando sodo.

Tradurre è il tuo lavoro principale, o fai altre attività? 

No, scrivo

Preferisci una traduzione più letterale o creativa? O un mix delle due a seconda dei casi? 

Una traduzione letterale.

Esistono penali in caso di mancata consegna del lavoro nei tempi stabiliti? Ti è mai successo di incorrervi? 

No, mai.

E veniamo al tasto più dolente, i pagamenti. Come ti tuteli dai committenti morosi?

Finora non mi è mai capitato.

Hai mai vinto premi dedicati a i traduttori? 

No, sono alle mie prime esperienze ma ho intenzione di crescere.

Quale è l’ultimo libro che hai tradotto? Che difficoltà hai riscontrato? 

La lunghezza del testo. E’ stato un lavoro titanico e devo ringraziare Antonella Albano, che ha editato il testo,  per aver corretto le mie sviste.

Quale è il momento più bello per un traduttore? 

Quando riesci a interpretare e a capire l’autore, quando si crea quell’alchimia unica tra te, i personaggi, la storia.

Raccontaci un aneddoto, bizzarro, incredibile legato al tuo lavoro? 

Lavorare alle cinque di mattina con due cani accucciati sui piedi. Entrare tanto nella storia da non riuscire più a distinguere tra realtà e fantasia.

Quale consiglio daresti ad una persona che volesse intraprendere il lavoro di traduttore? 

Non avere fretta.

Quali sono i tuoi progetti futuri?

Tanti! Scrivere e tradurre. Sto lavorando alla traduzione di Tristano e Isotta nella versione di JD Smith.


Elienor sapeva che gli Uomini del Nord si sarebbero riversati come una tempesta sul castello di Brouillard. Nei suoi sogni, ha visto la morte di molti, ma non la sua.
E ha visto lui, il Vichingo dai capelli d'oro, fare di lei la sua preda...
Alarik ha giurato vendetta al conte francese, ma tutto ciò che trova nel castello è una bellezza dai capelli scuri e dagli occhi viola. Affascinato dagli strani sogni e dallo spirito fiero della ragazza, riesce a stento a controllare la bruciante passione che lei gli suscita, nell'anima e nel corpo, ma in una terra piena di conflitti, rischierà tutto ciò che ha per amare la donna i cui sogni mettono a repentaglio il loro futuro.

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