domenica 18 ottobre 2015

INTERVISTA A ALESSANDRA ZENGO

Il mestiere dell’Editor Freelance e il servizio di Personal e Book Branding: quattro chiacchiere con Alessandra Zengo. http://www.alessandrazengo.com/

Buongiorno Alessandra, dopo esserti occupata di rassegne culturali, fatto la giurata per concorsi letterari, collaborato come redattrice, 
lettrice e scout, creato un contenitore editoriale come Speechless e un lit blog, hai avviato un sito in cui ti proponi come Editor Freelance e un servizio di Personal e Book Branding, vuoi parlarci del tuo percorso e perché hai deciso di diventare Editor Freelance? Cosa hai imparato in questi anni che ti è utile per la tua attività?

Sono una blogger dal 2009 e quasi da subito ho cominciato a “mettere le mani” ai romanzi degli scrittori che conoscevo e che avevano bisogno di un parere esterno. Questo mi ha permesso di lavorare con autori e generi molto diversi – prima ancora di cominciare a lavorare per una casa editrice (cosa che è avvenuta solo l’anno successivo) – e di imparare a editare facendolo direttamente. È un lavoro interessante e atipico, quello dell’editor, perché si inserisce all’interno del processo della creazione dell’opera e influisce su scelte e modi affinché il risultato finale sia il migliore possibile (posto che un testo è sempre perfettibile). Editare un manoscritto significa entrare nella storia e capirla in tutte le sue parti, così da poter dare suggerimenti sempre coerenti, a livello di singola frase o dialogo ma anche di macro-struttura; per questo ogni libro a cui un editor lavora resta come eredità molto di più di una semplice lettura.
Perché ho scelto di diventare editor? Semplicemente, è accaduto che la mia strada incrociasse quella, tortuosissima e dissestata, dell’editoria italiana. Ho raccolto la sfida.
Dopo essermi impegnata in tanti progetti collettivi, come quello di Diario di Pensieri Persi – che è il fondamento della mia attività presente –, questa primavera ho deciso di aprire il mio sito personale. La preparazione ha richiesto molti mesi, per il lavoro sul branding e sulla comunicazione prima ancora della stesura dei testi e la costruzione dello spazio web. Inoltre, ho lavorato con Chiara Chinellato, copywriter e content strategist, per la creazione di The Sign of the Two, servizi di consulenza di branding, comunicazione e marketing per scrittori. Insomma, quando dico che mi piace “interferire” con la creazione di un libro intendo a tutti i livelli.

Per chi ancora non lo sapesse, in cosa consiste esattamente il lavoro di Editor Freelance e il servizio di Personal e Book Branding che proponi?

L’editor freelance è un professionista che corregge un testo prima della sua pubblicazione e può lavorare per agenzie, case editrici e privati. La differenza è che nell’ultimo caso può gestire con più libertà le tempistiche di lavoro.
I servizi di branding, invece, sono stati pensati per gli autori che desiderano abitare e usare la rete in modo più consapevole, al fine di promuovere bene le proprie opere, auto-pubblicate o meno che siano. In particolare, come suggeriscono già i nomi, il personal branding si focalizza sulla persona dello scrittore, come comunica online e quello che già dicono di lui blog, sito e social network quando presenti, mentre il book branding prende in esame la comunicazione “passiva” del libro, dalla copertina ai paratesti, comunicato stampa, etc. Personal e book branding cercano di creare il collegamento giusto tra autore/libro e il pubblico di riferimento. Sono consulenze (tecniche e strategiche) pensate per migliorare tutti gli aspetti della presenza online di uno scrittore e del suo libro.

Quale è, secondo te, il segreto per scrivere un buon romanzo? Quali sono le tre cose da fare e le tre da non fare?

Le tre cose che bisogna fare, secondo me: essere sinceri, essere pazienti, essere accurati e attenti. Quelle da non fare, a parte i contrari delle prime, le riassumerei con: non accontentarsi.

Quali sono gli errori grammaticali e di sintassi che ti fanno assolutamente inorridire?

Non credo ci siano errori che possano farmi inorridire davvero. Tuttavia trovo molto difficile riuscire a leggere interamente un libro scritto male e/o sgrammaticato. Credo provochi gravi scompensi neuronali e cognitivi.

Gli autori con cui hai lavorato accettano di buon grado le tue migliorie o fatichi parecchio a farle accettare?

Per adesso non ho mai avuto grossi problemi con gli autori. Quando sono convinta di una modifica o suggerimento, però, tendo a riproporre la questione spesso, discutendone con l’autore. È successo qualche mese fa per un incipit, che a mio parere era da rivedere del tutto. In questo caso il problema non era l’autore, ma l’agente che aveva già approvato dei capitoli che necessitavano di ulteriori revisioni. In ogni caso è consigliabile scegliere bene gli autori con cui lavorare, non tutti gli editor sono adatti per uno scrittore.

Immagino che riceverai parecchie richieste, riesci ad occuparti di tutto quello che ti sottopongono o fai una scelta? Se si, su che basi decidi di lavorare o meno su un’opera?

Per quanto riguarda le richieste di editing, faccio sempre una selezione. Leggo con attenzione la sinossi, mi faccio mandare il manoscritto per farmi un’idea e poi chiacchiero un po’ con l’autore per conoscere meglio la persona e la sua opera.
Ho due criteri per scegliere con chi collaborare: 1. L’autore deve essere propenso a lavorare sul testo, ad accettare critiche e suggerimenti, a scendere a compromessi. Non mi va di perdere tempo a convincere qualcuno che il mio lavoro serve a qualcosa; 2. Il testo deve essere nelle mie corde. Se per qualche motivo non mi piace o sento di non essere la persona giusta per lavorarci, allora non prendo l’incarico. Molto spesso per un editing lavoro diversi mesi sullo stesso libro, fianco a fianco con un autore, è quindi fondamentale saper scegliere bene all’inizio, per non dover affrontare spiacevoli situazioni dopo.

Molti fanno un po’ di confusione tra Correzione di Bozze ed Editing, puoi spiegarci in breve in cosa consistono di preciso?

La correzione di bozze si limita a refusi, punteggiatura, errori grammaticali e di sintassi. Sconfina già nel copy editing se si occupa anche di ripetizioni, scorrevolezza, lessico. L’editing, invece, è un lavoro totale sul testo: struttura, stile, personaggi, intreccio, dialoghi, etc.

Cartaceo ed eBook: noti ancora che la contrapposizione sia marcata? Quali sono i vantaggi della pubblicazione in digitale?

La contrapposizione c’è soltanto per chi vuole che ci sia, altrimenti e-book e cartaceo sono due supporti che possono convivere senza problemi. La pubblicazione digitale comporta diversi vantaggi, per editori, autori e lettori. Per i primi, non c’è il problema della stampa, la gestione del magazzino, la distribuzione (nelle librerie) e il macero; agli autori, invece, spetta una percentuale maggiore che si aggira intorno al 25% (con picchi del 50% se pensiamo alle collane digitali di Antonio Tombolini Editore). Inoltre, gli scrittori non dovranno mai soffrire per lo spettro del “fuori catalogo”. Nel frattempo i lettori hanno la possibilità di comprare e leggere libri ovunque, a un costo più accessibile. Non dovranno nemmeno più preoccuparsi di trovare spazio a casa, per far stare tutta la carta che acquistano ogni anno. Tuttavia esistono ancora i cultori del “profumo della carta”, qualunque cosa significhi.

Cosa pensi dell’auto-pubblicazione? Hai avuto modo di consigliarla?

Penso sia una grande opportunità per gli scrittori, sia per chi vuole guadagnare sia per chi vuole provare a entrare nella grande editoria, come testimonia il crescente interesse delle case editrici tradizionali per i “bestseller” su Amazon. Non credo, comunque, come alcuni dicono, che sia una forma democratica che premia la qualità e le preferenze dei lettori. Anche nel self-publishing si sta andando verso la professionalizzazione, ovvero autori che curano tutti gli aspetti del proprio libro come farebbe un editore normale, demandando alcuni servizi a terzi, come l’editing o la grafica di copertina a seconda della proprie esigenze. Diventa quindi determinante l’investimento economico, sebbene non sia escluso che un romanzo possa avere successo “per caso”. Tuttavia non è possibile basare una strategia sulla fortuna. Un’altra tendenza interessante – che mostra la fragilità del pensare il binomio self/editoria tradizionale solo come opposizione – sono gli autori “ibridi”, coloro che scelgono di pubblicare sia con case editrici sia come auto-prodotti.
Sì, mi è capitato di consigliare l’auto-pubblicazione, e la valutazione varia a seconda del libro e del genere letterario. Per esempio, la pubblicazione di Cinquanta sfumature in Italia ha fatto aumentare esponenzialmente la richiesta di erotici e romance e questo nuovo trend ha avuto ripercussioni positive sul mercato degli e-book. In poco più di un anno, infatti, sono aumentate le autrici che hanno deciso di scrivere e auto-pubblicare storie romantiche, proprio perché le vendite sugli store erano importanti (si parlava anche di qualche centinaio di copie al giorno per le prime posizioni in classifica), le lettrici molto presenti e appassionate, e gli editori avevano cominciato a prestare attenzione alla classifica. Newton Compton, per esempio, ha acquisito un nutrito gruppo di self-publisher, ma si potrebbero citare anche DeAgostini, Mondadori e altre. Anche questo fenomeno, però, non è esente da criticità, a partire dal tipo di contratti che vengono proposti a queste scrittrici. Ma questa è un’altra storia e si dovrà raccontare un’altra volta.

Molte persone scrivono romanzi/novelle e finiscono per auto-pubblicarli così come li hanno scritti, ci spieghi quale è l’iter che dovrebbe “subire” il testo prima di essere pubblicato?

Vi racconto brevemente il processo che avviene all’interno della redazione di Speechless prima di pubblicare un testo. Dopo aver scelto il racconto/romanzo da pubblicare, c’è la fase di editing vero e proprio (di cui mi occupo io), che corrisponde a diverse revisioni (da tre in su). In seguito, il romanzo viene fatto leggere a diverse persone; si raccolgono i commenti e se necessario si ritorna a lavorare sul testo; segue un giro di correzione di bozze sul file Word. Infine, il romanzo viene impaginato con InDesign e ri-corretto (un Pdf questa volta) un altro paio di volte da due correttori diversi, se possibile. Io supervisiono tutti questi passaggi, quindi giunti al file definitivo potrei recitare a memoria il testo, ma per concludere mi regalo un’altra rilettura per apportare le ultime correzioni e controllare che l’impaginato sia perfetto. Dopo questo passaggio, il testo è pronto per diventare anche un ePub e un mobi (per la creazione degli e-book non ci limitiamo a convertire il file Pdf).

Quale è il segreto per promuovere bene il proprio romanzo?

Non c’è un segreto o una regola aurea che valgano sempre, perché ogni libro ha bisogno di una strategia specifica, però alcune accortezze sono sempre valide: curare blog e sito web, ovvero gli spazi online che i lettori guarderanno per primi se saranno curiosi di scoprire qualcosa in più sull’autore; scegliere quali social network utilizzare per la promozione (no, non va bene avere dieci profili inattivi su altrettante piattaforme); stilare una lista di blog a cui chiedere una segnalazione/recensione e preparare un bel comunicato stampa; organizzare iniziative collegate al libro come giveaway e gruppi di lettura (se organizzati con il blogger giusto hanno sempre un buon impatto). Due sono gli imperativi: la cura dei contenuti (del libro, certo, ma anche di tutto quello che gli ruota attorno: testi del sito, articoli del blog, notizie che condividiamo nei nostri profili, etc) e la qualità delle relazioni che stabiliamo con blogger, addetti ai lavori e lettori. Inoltre, anche con la promozione bisogna sapersi distinguere.

Quali sono gli errori più comuni degli scrittori quando cercano di promuovere il loro romanzo on-line?

Il primo errore è sottovalutare l’importanza della copertina e della quarta, che sono decisive nella scelta di chi acquista. La quarta, soprattutto, non deve essere solo corretta (dettaglio comunque non più scontato ormai), ma suscitare in poche righe interesse e curiosità. In secondo luogo, gli autori dovrebbero evitare l’eccesso di promozione, che si verifica quando condividono e scrivono solamente del proprio libro; è preferibile, invece, una presenza costante sul web, anche quando non ci sono pubblicazioni in uscita, così da fidelizzare il proprio pubblico. E, per ultimo, evitare lo spam, se non nei luoghi dedicati.

A cosa stai lavorando in questo momento?

Dal mese scorso lavoro a un contemporaneo, in lingua inglese, che mi sta dando parecchie soddisfazioni, a cui affianco l’editing di un romanzo di fantascienza e alcuni manoscritti per Feltrinelli.

Grazie per aver accettato il nostro invito.
Grazie a voi!

INTERVISTA A CURA DI Shanmei

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