mercoledì 6 luglio 2016

INTERVISTA A RITA CARLA FRANCESCA MONTICELLI

Abbiamo il piacere di ospitare la scrittrice Rita Carla Francesca Monticelli.
 

Benvenuta Rita, è davvero un piacere poter chiacchierare con te e parlare di cose che sicuramente interesseranno i nostri lettori. Sei la regina dei self publisher, migliaia di ebook venduti, un contratto con AmazonCrossing e il lancio sul mercato anglofono.  Insomma stai ottenendo grandi risultati che molti self solo si sognano. In quanta parte è fortuna e in quanto duro lavoro?

Ciao Shanmei! Grazie a te per l’invito. :)
Il duro lavoro è sicuramente alla base di tutto. Senza di esso non sarei riuscita a innescare e alimentare la catena di eventi che mi ha portato a questo risultato, ma è anche vero che la fortuna ha avuto il suo bel peso. Credo che la fortuna maggiore sia stata quella di pubblicare i miei primi libri nel momento in cui iniziava a svilupparsi l’autoeditoria in Italia. L’essere stata un pioniere in un nuovo mercato mi ha permesso di raggiungere più facilmente (si fa per dire) la popolarità, poiché mi sono trovata tra quei pochi in grado di offrire qualcosa che rispondeva alla domanda dei lettori in quel determinato periodo. In generale, finora, ho avuto un buon tempismo e questo mi ha aiutato parecchio a raggiungere certi risultati. Ma, se a questo non si fosse aggiunto un costante lavoro, dubito che sarei riuscita a sfruttarlo appieno, anzi, ho l’impressione di non fare mai abbastanza.

Parlaci di te, raccontaci il tuo percorso di studi. Hai seguito corsi di scrittura creativa?

Ho una preparazione scientifica. Sono biologa e per diversi anni ho lavorato come ricercatrice, assistente e tutor nel campo dell’ecologia presso l’Università degli Studi di Cagliari. Non ho mai seguito corsi di scrittura creativa, ma ho studiato ugualmente sia su testi che trattano questo argomento sia attraverso la costante analisi dei libri che leggo. L’ho fatto più recentemente (a partire dal 2009), quando ho deciso di impegnarmi seriamente nella scrittura, considerandola per quello che è: un mestiere. Trattarla come un hobby mi spingeva a procrastinare, poiché non me la faceva percepire come importante.
Ho la fortuna (anche in questo caso devo proprio dirlo) di essere dotata di una fervida immaginazione cui si aggiunge un innato amore per la lingua italiana, e in generale una particolare predisposizione per le lingue. Infatti, sono una traduttrice freelance sia tecnico-scientifica che letteraria (sono titolare di una ditta individuale che si occupa di servizi di traduzione), anche se da qualche anno mi occupo solo marginalmente di traduzioni. Il self-publishing si porta via quasi tutto il mio tempo.

Sono passati trent'anni dalla missione di esplorazione di Marte Hera, il cui equipaggio è morto in circostanze misteriose. Tale fallimento e tutte le problematiche politiche da esso generate hanno rallentato la NASA nella sua corsa alla conquista dello spazio, ma adesso i tempi sono maturi per una nuova missione chiamata Isis. Stavolta i cinque astronauti selezionati non viaggeranno per oltre quattrocento milioni di chilometri solo per una breve visita, ma saranno destinati a diventare i primi colonizzatori del pianeta rosso.

Tra di loro c'è l'esobiologa svedese Anna Persson, approdata a questa avventura nella speranza di iniziare una nuova vita lontana dalla Terra.
Marte avrà però in serbo per lei un'incredibile scoperta, chiave di un mistero nascosto nelle profondità di Valles Marineris.


 
Facci una panoramica della tua carriera letteraria. Come hai iniziato, come hai accresciuto il numero dei tuoi lettori, di che tipo di promozione ti sei avvalsa?

Ho pubblicato il primo libro nel 2012, ma già da due anni prima avevo iniziato a studiare il mercato editoriale italiano e in particolare il crescente fenomeno del self-publishing, che però non era ancora approdato veramente in Italia. Nel frattempo scrivevo il mio primo romanzo originale, che poi è diventato il mio settimo titolo pubblicato, e curavo il mio blog personale, che esisteva già dal 2006, dandogli un taglio più legato alla narrativa.
Quando Amazon KDP è arrivato in Italia, alla fine del 2011, stavo per completare la prima stesura di quel romanzo e iniziava a frullarmi in testa l’idea di una storia ambientata su Marte, ispirata dal lancio del rover Curiosity avvenuto nel novembre di quell’anno, che mi ha spinto a leggere diversi libri di Robert Zubrin sull’esplorazione e futura colonizzazione del pianeta rosso.
Nel gennaio 2012 ho scritto la prima stesura di una novella, intitolata “Deserto rosso - Punto di non ritorno”, che poi sarebbe stata solo il primo libro di una quadrilogia (gli altri tre sono dei romanzi), e mentre lavoravo all’editing (nel contempo studiavo per migliorare le mie competenze in questo campo) ho cercato di iniziare ad attirare l’attenzione della mia piccola readership del blog, offrendo una vecchia fan fiction riveduta e corretta in formato ebook (“La morte è soltanto il principio”, che è una fan fiction del primo film de “La Mummia”, versione del 1999) e preparandola a quella che sarebbe la serie marziana.
L’elemento fondamentale che ha portato poi al successo della serie di “Deserto rosso” è stata proprio la serialità. Credo di essere stata la prima in Italia a pubblicare una serie a puntate (cioè in cui ogni libro che terminava con un cliffhanger) di fantascienza in formato ebook. Ciò ha attirato i lettori di questo genere, che mi hanno premiato acquistando il primo libro e recensendolo positivamente. Sono riuscita in questo modo a creare un’atmosfera di aspettativa nei confronti dei libri successivi, utilizzando perlopiù Facebook (e il mio blog) come strumento di interazione.
Altro aspetto importante è stato l’appoggio del podcast di fantascienza FantascientifiCast. Subito dopo aver pubblicato il primo libro, ho cercato di andare dove si trovava il target dei miei lettori e ciò mi ha fatto approdare al sito di questo podcast. Quando ho contattato uno dei creatori, Omar Serafini, mi sono sentita dire che aveva già acquistato il libro! Da lì è nata una collaborazione (faccio ufficialmente parte dell’equipaggio di FantascientifiCast da allora) e una grande amicizia, che sono stato i primi di una serie di eventi che hanno accresciuto la mia popolarità e che, fra le altre cose, mi hanno portato a essere notata da Wired Magazine, proprio grazie alle segnalazioni dei miei lettori.
Da lì si è poi innescata una reazione a catena con la partecipazione al Salone Internazionale del Libro di Torino, alla Frankfurter Buchmesse, col contratto per la concessione dei diritti di traduzione in inglese de “Il mentore” ad AmazonCrossing, che mi ha poi portato più recentemente alla prima posizione sul Kindle Store in USA, Regno Unito e Australia (lo ero già stata un anno prima in Italia con “Deserto rosso”), con le varie conferenze e persino con l’opportunità di tenere un corso di self-publishing a Varese presso l’Università degli Studi dell’Insubria.
Ma questo meccanismo si sarebbe presto bloccato se avessi smesso di lavorare a nuovi libri e pubblicarli. Finora ho pubblicato almeno due libri l’anno e spero di poter continuare con questa media ancora per un po’. Avere un lungo catalogo che continua a crescere permette di mostrare al pubblico che non si è soltanto un fenomeno del momento, ma che si sta portando avanti un progetto a lungo termine.

Questa è una domanda un po’ personale, ma quello che mi interessa non è farti i conti in tasca ma chiederti proprio come si svolgono le cose da un punto di vista tecnico. Per amministrare i tuoi guadagni ti avvali di un commercialista? Paghi molte tasse sulle royalties? È facile districarsi tra burocrazia e creatività? Sulla tua carta di identità hai la denominazione scrittore?

Ho una commercialista, perché sono titolare di partita IVA con la mia ditta individuale, quindi sono costretta ad averne una. Ma, per quanto riguarda la parte delle royalty, la mia commercialista si limita a riportare la cifra totale nella dichiarazione dei redditi. Io mi occupo di tutto il resto, che è comunque molto semplice, consiste cioè nell’archiviare le copie dei pagamenti (essenzialmente i documenti relativi ai singoli bonifici ricevuti nell’anno solare) e poi fare le somme, magari un due o tre volte per essere sicura di non sbagliare. :)
Le tasse sulle royalty, se non erro, partono dal 20%, ma possono aumentare in base all’imponibile totale della persona in questione. Questi calcoli spettano alla mia commercialista.
Nella mia carta d’identità c’è scritto un molto generico “libero professionista”, anche se fiscalmente sono considerata un artigiano, ma nell’uso comune questo termine viene in genere affiancato a un altro genere di professioni. L’ultima volta che l’ho rinnovata è stato prima che il self-publishing diventasse la mia prima fonte di reddito. In questo momento non indicherei “scrittore” nella mia carta d’identità, poiché è una definizione riduttiva e rappresenta solo una parte del mio lavoro. Se dovessi rinnovare a breve la carta d’identità (ma in realtà mancano ancora molti anni), credo proprio che ci scriverei “autoeditore”.

Il self-publishing è una attività relativamente recente, esplosa con Amazon che ha dato la possibilità ad autori esordienti o semiesordienti di confrontarsi con un mercato ipoteticamente sconfinato. Un’occasione anche solo una decina d’anni fa impensabile. Cosa funziona e cosa no? Cosa può essere ancora migliorato?

Il self-publishing in sé funziona, come qualsiasi altro formato editoriale. Ciò che può non “funzionare” è la persona che cerca di diventare un autoeditore senza averne le competenze. Il problema maggiore della cattiva editoria, tutta, non solo quella che interessa il self-publishing, è la carenza di professionalità e la scarsa tendenza a impegnarsi nel proprio miglioramento personale. Essere un self-publisher significa essere prima di tutto un editore (publisher), quindi chiunque voglia pubblicare i proprio libri in questo modo deve capire che non è affatto facile, anzi, è la strada più difficile, poiché si tratta di attività imprenditoriale, poiché crea dei prodotti che la gente paga per poterne fruire. E i lettori sono dei clienti molto esigenti. Anche se uno lo fa come hobby, il self-publishing è un lavoro vero e proprio.
Quindi non è il self-publishing che ha bisogno di essere migliorato, ma sono i self-publisher che devono puntare al proprio miglioramento, iniziando col cambiare la propria mentalità e il proprio approccio a questo mestiere, anche se lo fanno solo come hobby.

Che ruolo pensi svolgano i forum, i blog, i siti specializzati nel successo di un autore indie? Orientano e calamitano davvero le vendite?

È compito dell’autore indipendente individuare il proprio target e andare a cercarlo laddove si trova (virtualmente parlando). Qualsiasi sito specializzato (che sia un forum, blog, podcast, magazine, ecc…) nel genere del proprio target è il luogo dove si possono incontrare i propri potenziali lettori. Ma nella marea di siti esistenti c’è tanta dispersione. Davvero pochi riescono a fare la differenza in fatto di vendite. È vero che apparire in più siti possibili è sicuramente positivo, ma implica un dispendio di tempo enorme. Bisogna avere l’accortezza di scegliere quelli giusti. In ogni caso non si può assolutamente basare la proprio attività promozionale su siti di terzi. Bisogna creare nei propri canali (blog e social) l’ambiente ideale per attrarre i lettori e fidelizzarli, in modo che si inneschi l’elemento più importante nella promozione di un autore indipendente: il passaparola.

Su Amazon vendono tanto gli autori che si orientano in un tipo di narrativa per adulti, con copertine suggestive, contenuti anche sessualmente espliciti. Tu invece ti occupi di fantascienza e di thriller, e nonostante questo hai avuto successo. Perché non hai scelto la strada più facile? Cosa pensi dei colleghi che seguono le mode prima che una reale propensione personale ai generi?

Questa domanda mi fa sorridere. :)
Credo che la strada più facile per un autore sia sempre e soltanto quella di scrivere nel genere in cui si sente a proprio agio. Scrivere talvolta è una vera e propria sofferenza, chi me lo farebbe fare se dovessi soffrire per scrivere un libro che non rientra nei miei gusti, ma solo perché è di moda? Non credo proprio che ci riuscirei, altro che strada più facile! E penso, in tutta onestà, che chi scrive narrativa per adulti lo faccia perché è un genere che ama, sia leggere che scrivere.
Ma, d’altronde, io ho avuto successo all’estero con un thriller e il thriller è uno dei generi più letti al mondo, eppure non scrivo thriller per avere successo, ma solo perché mi piace farlo.
E, a dirla tutta, la mia popolarità in Italia nell’ambito della fantascienza è dovuta al fatto che ho iniziato a pubblicare un genere che veniva in gran parte snobbato dall’editoria tradizionale e quindi sono andata a offrire un prodotto a un gruppo di lettori che lo cercava attivamente. Ma io ho scritto fantascienza solo perché mi piace farlo, non perché pensavo di attirare quel gruppo di lettori, altrimenti non ci sarei riuscita affatto.
È semplicemente una fortuna che i miei gusti, tutt’altro che mainstream, siano andati a combaciare con una determinata richiesta del mercato in quel particolare momento.
Non credo che si abbia molta scelta in questo senso. La creatività non è un elemento controllabile o almeno non lo è in gran parte.


As Scotland Yard chief forensics detective Eric Shaw works a case with some resemblance to a crime he investigated twenty years earlier, he is convinced it is just a coincidence. But when more deaths occur in a style similar to those killings from the past, Shaw suspects that he has a serial killer on his hands—one who is pursuing a personal, cold-blooded vendetta.
Working closely with his protégée, Detective Miriam Leroux, Shaw analyzes the crimes down to the finest detail. He finds himself increasingly drawn to the lab, where criminologist Adele Pennington, a beautiful, enigmatic woman more than two decades his junior, proves distracting. Determined to maintain his professionalism despite the attraction, Shaw struggles to keep her at arm’s length. Yet Pennington’s unique insight proves critical, and as the investigation develops, so does their personal connection. With a killer on the loose, Shaw must follow a winding, blood-soaked trail that will take him in an unexpected and terrifying direction.


Che rapporti hai con i tuoi lettori? Li incontri alle Fiere, alle presentazioni? Mantieni contatti via mail o per lettera?

I miei lettori li ho principalmente conosciuti tramite la rete ed è lì che continuo a incontrarli, su Facebook, tramite e-mail, sul mio blog, su Twitter, ecc… Talvolta è capitato che qualche lettore sia venuto a incontrarmi durante un evento offline, ma sono casi rari. La loro distribuzione geografica casuale rende una cosa del genere abbastanza difficile. Molti lettori, poi, vivono all’estero.
Gli eventi offline, però, possono essere una buona occasione per conoscere potenziali nuovi lettori.

Quali sono le doti che deve possedere un autore indie? Come affronti e gestisci le critiche? Ti è mai capitato di sentirti scoraggiata, pronta a dire ora smetto?

Come dicevo sopra, l’autore indipendente è di fatto un imprenditore, un lavoratore autonomo, quindi deve possedere soprattutto disciplina e desiderio di migliorarsi, di imparare, di acquisire professionalità. La disciplina, in particolare, è molto difficile da conservare, perché gli elementi di distrazione sono tantissimi e la voglia di procrastinare per un mestiere che genera risultati a lungo termine è sempre dietro l’angolo.
Le critiche ho imparato a ignorarle. All’inizio mi davano un po’ fastidio (okay, più di un po’ e non è che ora le apprezzi), perché non ero abituata ad affrontarle. Adesso diciamo che ci ho fatto il callo. Ho semplicemente smesso di farmi influenzare, perché non è sano lasciare a degli sconosciuti il potere di decidere il tuo valore. La gente esprime delle opinioni che sono vere per loro e possono essere completamente false per altri. Preferisco concentrarmi sulla critica positiva costruttiva, cioè su quel tipo di feedback particolareggiato che ricevo dalle persone che apprezzano le mie opere. Lo faccio perché loro sono il mio pubblico, il mio target, e in questo modo riesco a capire meglio i punti di forza dei miei libri e cosa ha presa su i miei lettori.
D’altronde, non si può piacere a tutti, quindi tanto vale concentrarsi su coloro che hanno un modo di sentire simile al mio. Io scrivo i libri che io stessa vorrei leggere, quindi di fatto io scrivo per loro, non per tutti.
Come tutti, anche io ho dei momenti di scoraggiamento, ma non verso quello che faccio. Non credo che potrei mai smettere del tutto di scrivere o pubblicare (oddio, mai dire mai, ma di certo non lo farei perché scoraggiata). Piuttosto ciò che ha un impatto negativo sul mio umore sono gli aspetti su cui non posso avere alcun controllo. Insomma, quando la sfortuna ci vede bene e certi progetti non vanno in porto è normale che emerga un certo senso di scoramento cui si aggiunge la voglia di non fare nulla (e in tal caso aver preso degli impegni che non si possono rimandare è un toccasana per uscirne). Ma spesso è proprio quando ciò accade che mi ritrovo a recuperare le forze e ideare nuove strategie.
Forse non è un male che ogni tanto qualcosa non vada per il verso giusto, perché altrimenti finirei per adagiarmi e ciò potrebbe avere degli effetti negativi sul mio lavoro a lungo termine.

Mentre indaga sull’omicidio di due pregiudicati collegati a un noto trafficante di droga londinese, resosi protagonista di una spettacolare evasione dal cellulare che lo stava riportando al penitenziario di Coldingley dopo un’udienza in tribunale, la squadra scientifica di Scotland Yard diretta dal detective Eric Shaw si ritrova coinvolta nel caso di un’infermiera che accusa una madre di essere responsabile di una serie di violenti episodi febbrili che hanno colpito suo figlio Jimmy, di soli dieci anni. Quest’ultima si accanirebbe sul proprio bambino, peggiorandone le condizioni di salute, per attirare su di sé l’attenzione e la compassione del personale sanitario.
Eric ne viene a conoscenza casualmente, poiché la pediatra che ha in cura il piccolo paziente, Catherine Foulger, è una sua vecchia fiamma, che il detective ha ripreso a frequentare di recente nella speranza di rimettere ordine nella propria vita dopo aver scoperto l’identità del serial killer denominato ‘morte nera’.
Ma la sua ex-compagna Adele Pennington, criminologa del Laboratorio di Scienze Forensi, non ha affatto accettato di buon grado questa nuova relazione.

Deserto rosso è forse il tuo titolo più famoso, ma hai nella tua produzione anche titoli thriller. Sindrome è la tua nuova uscita. Ce ne vuoi parlare? Che impegno ti richiede scrivere un thriller procedurale?

La serie di “Deserto rosso” (sia i singoli libri che la raccolta) è sicuramente il mio maggiore successo in Italia. Lo dicono i numeri. A essa appartengono finora circa il 70% delle copie vendute nel nostro Paese. Ma anche “Il mentore” non era andato tanto male a suo tempo (nel 2014), tanto che le ottime vendite avevano portato l’interessamento di AmazonCrossing che ha voluto acquisirne i diritti di traduzione in inglese per pubblicarlo sul mercato anglosassone.
“Sindrome” è il seguito de “Il mentore”. Originariamente il primo libro era stato concepito come uno standalone. È stato il contratto con AmazonCrossing a suggerirmi che forse il detective Eric Shaw meritasse che il resto della sua storia venisse narrata. Considerando poi gli ottimi risultati che il libro ha avuto in inglese credo che sia stata un’ottima scelta.
Si tratta del secondo libro di una trilogia (appunto, la trilogia del detective Eric Shaw) ambientata tra il 2014 e il 2017 (anno in cui uscirà il libro finale, “Oltre il limite”) a Londra. Eric è il detective ispettore capo che dirige una delle squadre della sezione scientifica di Scotland Yard e nel primo libro, durante le indagini su un serial killer, scopre che il colpevole è una persona cui lui tiene parecchio (non dico chi è per evitare lo spoiler!). Nel secondo libro Eric deve fare i conti con questa consapevolezza e nel frattempo seguire due casi: uno riguarda una serie di omicidi che hanno come vittime degli spacciatori collegati a un famoso evaso e l’altra ha a che fare con una donna affetta da sindrome di Münchausen per procura (uno dei motivi del titolo). Si tratta di una malattia mentale che porta le persone a causare la malattia di quelle cui badano (in genere madri con i propri figli), fin talvolta a provocarne la morte, e tutto ciò nasce da un desiderio di attirare la compassione di chi sta loro intorno.
“Sindrome” è solo parzialmente un thriller procedurale, nel senso che tutta la parte relativa alle procedure di polizia e di scienza forense funge solo da contesto alla trama principale che verte sul rapporto malato tra Eric, il mentore, e la serial killer, cioè la sua “allieva”. Alla base di tutto c’è un argomento che ritorna in tutti i miei libri (e anche per questo mi ritrovo a scrivere dei romanzi in generi e sottogeneri diversi, proprio per esplorarlo in differenti contesti): la soggettività nel definire il bene e il male. Ognuno di noi stabilisce una scala di valori basata sulla propria educazione, sulle proprie opinioni che dipendono dalle nostre esperienze di vita. E così ciò che per qualcuno è considerato “bene” potrebbe essere “male” per altri, e viceversa. In questo contesto non stupisce come persona che ha subito un’esperienza fortemente traumatica in giovane età (come l’allieva di Eric, ma anche lui ha avuto la sua buona dose di traumi) possa dare un significato molto personale a questi concetti. La sfida, da parte mia, è mostrare al lettore questo suo punto di vista, farglielo comprendere tanto da riuscire a farlo immedesimare nel personaggio finché non si ritrova a tifare per lui/lei.
Stiamo parlando di antieroi e non ho mai negato che nel crearli spesso mi ispiro a quello che considero l’antieroe per eccellenza della narrativa mondiale: Hannibal Lecter. Non a caso Thomas Harris è il mio autore preferito.
Non arriverò mai ai suoi livelli, anche perché spero io stessa non essere mai in grado di creare tanta cattiveria in un libro come Harris ha fatto nel bellissimo “Hannibal” (il mio libro preferito), ma è comunque un riferimento molto importante cui la mia mente torna spesso nel creare l’antieroe di turno.
Per il resto, ammetto che la scienza forense mi affascina. Ed ecco che spunta fuori il mio background scientifico. Prima di pubblicare “Il mentore” ho seguito un corso online di criminologia tenuto dall’università di Leicester proprio perché volevo approfondire l’argomento, oltre ciò che avevo imparato seguendo le serie del franchise di CSI (di cui sono fan!) o leggendo i libri di Patricia Cornwell (che mi accompagnano da quando sono adolescente). E così ho deciso di scrivere dei romanzi in questo contesto perché mi ci trovavo a mio agio. È chiaro che non pretendo assolutamente di dare un’immagine veritiera di come funzionano le procedure della Polizia Metropolitana londinese. La realtà in questo caso sarebbe fin troppo noiosa. Ho preso spunto da elementi reali e poi mi sono presa una marea di licenze creando una Londra e una Scotland Yard vicina all’immaginario collettivo di chi non è britannico, ma consapevolmente abbastanza lontana dalla realtà. D’altronde si tratta pur sempre di finzione!

Quale sarà il futuro dell’autopubblicazione?

Preferisco parlare di autoeditoria, traduzione di self-publishing, e non di autopubblicazione, che si riferisce al mero atto di premere il tasto “pubblica” e può essere applicata a qualsiasi forma di pubblicazione autonoma, inclusi i post su Facebook e i tweet.
L’autoeditoria è stata sicuramente un evento dirompente nel panorama editoriale. Non è affatto qualcosa di nuovo, poiché esisteva ben prima che nascesse l’editoria tradizionale. La differenza l’ha fatta la sua versione digitale, che può essere messa in pratica utilizzando strumenti gratuiti alla portata di tutti (cosa che con la sola carta non era possibile).
Per quanto l’editoria tradizionale cerchi quasi di negare l’esistenza stessa di questo formato editoriale, il fatto è che sta subendo le conseguenze del suo sviluppo e che una parte di essa tenta di correre ai ripari, talvolta in maniera maldestra (vedi certi grossi editori che offrono servizi editoriali carissimi ai self-publisher, che vengono considerati dei semplici polli da spennare). Però ultimamente, soprattutto al di là dell’oceano, ma non solo, stanno nascendo delle collaborazioni sane tra editoria tradizionale e autoeditoria, che a lungo andare, a mio parere, promuoveranno una parziale convergenza tra questi due approcci. Da una parte gli editori tradizionali si troveranno costretti a instaurare collaborazioni alla pari con i self-publisher, che, essendo diventati sempre più esperti del mercato, reclameranno il giusto rispetto. Dall’altra gli stessi self-publisher stanno spesso trasformando la loro attività quasi fai-da-te in una vera e propria azienda, che ha come unica differenza rispetto a una qualsiasi casa editrice il fatto che conta un unico autore.
In questo panorama chi si saprà adeguare al cambiamento prospererà, chi non ne sarà in grado fallirà. Di certo ciò produrrà una sempre maggiore varietà nei prodotti editoriali, maggiore qualità e prezzi migliori, tutto a vantaggio del lettore.

Grazie della tua disponibilità e a presto, Shanmei

Grazie a te! :)

mercoledì 29 giugno 2016

INTERVISTA A OLIVIA RIGAL

Abbiamo il piacere di condividere con Voi, l'intervista che l'autrice Olivia Rigal ha concesso al nostro blog (A cura della traduttrice Marianna N.):

Dear Olivia Rigal, thank you for accepting our invitation. Tell us something about you and how your career as a writer started.
Ciao Olivia Rigal, grazie per accettato il nostro invito, parlaci di te e di come è iniziata la tua carriera di scrittrice.

It started by accident after I met with author Elle Casey who told me about self publishing.
Before that I had written some stories or made stories up in my head but never took the time to submit them.

È iniziato per caso, dopo aver incontrato l’autrice Elle Casey che mi ha parlato dell’autopubblicazione. Prima di allora avevo scritto alcune storie o le avevo ben chiare nella testa ma non avevo mai avuto il tempo di metterle su carta.  

Where did your stories come from?
Come nasce un tuo libro?


Watching people. I have a good ear and people easily confide in me. Of course I never betray secrets but I find inspiration in the occurrence of “normal people” s lives.

Guardando le persone. So ascoltare e le persone si confidano facilmente con me. Naturalmente non tradirei mai la loro fiducia ma trovo ispirazione in ciò che accade nella vita di persone comuni.

How is a typical day for a successful writer as you?
Come si svolge la giornata di una scrittrice di successo come te?


I’m still a lawyer so I start my day with the legal work. I do legal work until 5 or 6 pm and then my author’s shift begins and it ends around 1 in the morning, sometimes later.
I also co write with people in the US so when I’m in Paris I stay up really late to talk to them, especially Shannon Macallon who is west coast.

Faccio ancora l’avvocato per cui inizio la mia giornata lavorando come legale. Lavoro fino alle 5 o 6 del pomeriggio e poi inizia il turno di scrittrice e finisco intorno all’una del mattino, a volte più tardi.
Inoltre collaboro scrivendo con persone negli Stati Uniti così quando sono a Parigi rimango sveglia fino a tardi per parlare con loro, specialmente con Shannon MacCallon che sta sulla costa occidentale.

You decided to get on Babelcube and to self-publish for the Italian market. How did you come out with this idea?
Hai deciso di iscriverti su Babelcube e di autopubblicarti per il mercato italiano. Com’è nata questa idea?


I translated my books in French myself. I realized I was readable by the European market so I posted on Babelcube to see if any translators willing to take the chance on the books.

Avevo tradotto io stessa i miei libri in francese, e ero resa conto che piacevano al mercato europeo così mi sono iscritta a Babelcube per vedere se altri traduttori erano disposti a dare una possibilità ai libri.       

Have you ever talked with other writers about this choice of you? If yes, what is their thought? During some meetings about Romance, have you ever talked about this way of publishing in a different language?
Hai parlato con altre scrittrici di questa tua scelta? Se sì, cosa ne pensano? Durante le manifestazioni legate al Romance, si è mai parlato di questo modo di pubblicare in una lingua diversa?


Foreign rights are always a subject at author’s conference so I spoke to several people who had tried the translation route and it was met with various success. I decided to take the chance. French didn’t cost me anything as I did it myself. In German I paid the translator and got my costs back very quickly. The Germans do love the bikers! In Spanish I had to realize that there’s a lot of “stolen” copies, like in French and Portugese is not really doing too well. Maybe because a lot of Latin countries are attached to the paper books.
An by the way, the Italian paperbacks should be ready next week.

I diritti di traduzione sono sempre argomento trattato durante le conferenze tra autori così ho parlato con diverse persone che avevano tentato la strada della traduzione e con diverso successo. Decisi di correre il rischio. Il francese non mi costava nulla perché lo fecevo io stessa. In Tedesco ho pagato il traduttore e ho recuperato molto rapidamente il costo. I tedeschi amano i motociclisti! Per lo spagnolo mi sono resa conto che c’erano molte copie pirata, stessa cosa in francese e in portoghese che non va troppo bene. Forse perché molti paesi latini sono legati ai libri cartacei.
Comunque, l’edizione tascabile italiana dovrebbe essere pronta la settimana prossima.    

We know you attended The RT Convention a few months ago. Tell us about your experience.  
Sappiamo che hai partecipato alla RT Convention qualche mese fa. Raccontaci di questa tua esperienza.


I had attended two RWA conferences already and loved the spirit of those meetings. I was invited to participate in two panels at RT in Vegas. The first was about BBW romance and the second about organizing bundles. It’s a great place to exchange ideas, make new friends and meet readers.
Avevo già partecipato a due conferenze allo RWA e amo l’atmosfera di questi incontri. Poi sono stata invitata a partecipare a due incontri all’RT a Las Vegas. Il primo era sui BBW Romance e il secondo su come organizzare le vendite. È un posto meraviglioso per scambiarsi idee, fare nuovi amici e incontrare i lettori.   


 Il suo corpo muscoloso è premuto contro la mia schiena e non riesco a distogliere lo sguardo dal nostro riflesso nello specchio.
Una delle sue mani lascia il mio seno e scompare, invisibile ma presente.
Brian Hatcher ha un bel coraggio, pensavo di non rivedere mai più la sua faccia.
Ha lasciato la polizia per unirsi ai Tornado D’Acciaio, la stessa gang su cui stava indagando mio fratello.
Lo odio.
Dovrei odiarlo.
Voglio odiarlo.
Ha voltato le spalle a tutto ciò per cui si batteva.
Eppure lo voglio, anche se è diventato un motociclista freddo come la pietra.




Let’s talk a bit about the Iron Tornadoes series. How did the idea of writing a series set in a Motorcycle Club?
Ora parlaci un po’ della serie I Tornado D’Acciaio. Com’è nata l’idea di scrivere una serie ambientata nel mondo dei club motociclistici?


I was invited by Christa Wick to participate in a bundle called “Wild Ride” and the common theme was bad boys bikers. I had been watching Sons of Anarchy and saw that it had indeed a great potential. I researched the biker’s world and started the series.


Ero stata invitata da Christa Wick a partecipare a un incontro chiamato “Wild Ride” in cui il tema comune erano i ragazzacci legati al mondo delle moto. Stavo guardando Sons of Anarchy e mi accorsi che c’era davvero un gran potenziale. Dopo un po’ di ricerche sul mondo dei motociclisti iniziai la serie. 

Among its various characters, which ones are your favourite and why?
Tra i vari personaggi della serie quali sono i tuoi preferiti e perché?

  
My favorite character is Lyv. She makes an appearance in book 2 of the Tornadoes and also in Jade. She’s mentioned in the Curve Masters series …   
She’s the central character of “Ripped” and see next question.


Il mio personaggio preferito è Lyv. Fa un’apparizione nel secondo libro della serie dei Tornado e anche nel romanzo Jade. Viene citata anche nella serie Curve Masters.
È il personaggio principale di Ripped e passiamo alla prossima domanda.

Is there any character who is similar to you? If yes, who and in what way?    
Per la loro caratterizzazione, c’è qualcuno che in qualche modo ti somiglia? Se sì, chi e in cosa?

Lyv is the best side of me. I like to think that I’m as optimistic and energetic and passionate as well. Of course my life hasn’t been as dramatic as hers but there is a lot of her in me.

Lyv rappresenta il mio lato migliore. Mi piace pensare di essere ottimista, vitale e appassionata quanto lei. Naturalmente la mia vita non è stata così drammatica quanto la sua ma c’è molto di lei in me.    


 Guardo con piacere mentre i suoi fianchi si sollevano dal materasso. Voglio sprofondare dentro di lei e spegnere il fuoco, ma non lo faccio. Non importa quanto lo voglia, non fin quando non si arrenderà.

Mi chiamo Brian Hatcher e voglio tutto.
Voglio il controllo del club motociclistico che gestisce mio padre, l’assassino del mio amico David, e più di tutto Lisa, la sorella di David.
Voglio Lisa con me sulla moto, nel mio letto, e sotto l’incantesimo del mio freddo bruciante.
Non m’interessa l’incertezza di Lisa sul ruolo giocato dai Tornado D’Acciaio nella morte di David o il suo vecchio sogno di diventare procuratore distrettuale.
Non lascerò che i suoi desideri mi ostacolino.
Alla fine ottengo sempre quello che voglio.       





If the series could become a tv series, which actors for Brian, Lisa Everest and Lyv would you choose?
Se la serie potesse diventare una serie tv, quali attori sceglieresti per Brian, Lisa, Everest e Lyv?

  
Lyv would be Sela Ward (she was in CSI NY and also House).   
Lisa would be someone like Shiri Appleby (Rozwell and Unreal)  
Brian and Everest would have to look alike somehow.   
Brian would be Kit Harrington (with green contact lenses) and a much bigger guy for Everest.


Lyv potrebbe essere interpretata da Sela Ward (è apparsa in CSI NY e anche in Dr. House).
Lisa potrebbe essere interpretata da qualcuno come Shiri Appleby (Roswell e Unreal).
Brian ed Everest dovrebbero assomigliarsi in qualche modo.
Brian potrebbe essere interpretato da Kit Harrington (con le lenti a contatto verdi) e, per Everest, qualcuno molto più grosso. 

Some time ago, there was a found rising on Kickstarter to produce a web series based on Morganville Vampire by Rachel Caine. Have you ever thought about doing something for The Iron Tornadoes series? 

Qualche tempo fa, è stata avviata una raccolta su Kickstarter per realizzare una web serie ispirata alla serie Morganville Vampire di Rachel Caine. Non hai mai pensato di fare lo stesso per la serie I Tornado d’Acciaio?
  
No, I haven’t thought of that. I think it would need more episodes than 5 to get started.

No, non ci ho mai pensato. Penso che ci vogliano più di 5 volumi per iniziare.

Could you tell us something about your future projects?
Quali sono i tuoi progetti futuri?


There is a parallel series to the Tornadoes, it started to give a life of their own to the Category 5 Knights. They have three novellas already and if they do well I will continue.
Shannon and I are on a very dark project right now, it’s been a year to finish, I’ll be writing the epilogue tonight. It’s about a young woman prisoner of a cult … it’s as much adventure and suspense as it is romance. I hope it will do well cause we really put our heart into it.


C’è una serie parallela ai Tornado che ha iniziato a dar una vita indipendente a Category 5 Knights. Esistono già tre libri e se va bene continuerò. In questo momento io e Shannon stiamo lavorando ad un progetto molto forte, c’è voluto un anno per finirlo, scriverò l’epilogo stasera. Si tratta di una giovane donna prigioniera di un culto… È pieno di avventura e di suspense ma è anche romantico. Spero che vada bene perché ci abbiamo davvero messo il cuore.   

Is there anything you would like to tell to Italian readers?
C'è qualcosa che vorresti dire ai lettori italiani?

  
Yes! That I am delighted to have met you on line. That I hope that the Italian readers like us well enough so you can continue translating the entire series and maybe other books.
Oh, also that I will be happy to come and dedicate my books in Italy if I’m invited to a convention or book fair!


Sì! Che sono felice di averti conosciuto on line. Che spero di piacere abbastanza ai lettori italiani così che tu possa continuare a tradurre l’intera serie e forse gli altri libri. Oh, che sarei felice di venire e firmare copie in Italia se fossi invitata a una convention o fiera del libro!

mercoledì 22 giugno 2016

INTERVISTA A CATHERINE GAYLE


Abbiamo il piacere di condividere con Voi, l'intervista che l'autrice Catherine Gayle ha concesso al nostro blog (A cura della traduttrice Cristina B.):

Who is Catherine Gayle?
Chi è Catherine Gayle?

Catherine Gayle is a USA Today bestselling author of more than thirty novels and novellas in the contemporary hockey romance and Regency-set historical romance genres. She’s a transplanted Texan living in North Carolina with two extremely spoiled felines. In her spare time, she watches way too much hockey and reality TV, plans fun things to do for the Nephew Monster’s next visit, and performs experiments in the kitchen which are rarely toxic.
Catherine Gayle è un’autrice che USA Today ha definito best-seller, con più di trenta romanzi e racconti brevi riguardanti, per il genere contemporaneo, storie d’amore nel mondo dell’hockey e, per il genere storico, storie d’amore all’epoca dell’Età della Reggenza. È una texana trapiantata in North Carolina con due felini estremamente viziati. Nel suo tempo libero, guarda troppo hockey e reality, pianifica giochi divertenti da fare per la prossima visita del suo nipotino, il Mostro, e si cimenta in esperimenti culinari che raramente sono tossici.

When have you decided to become a writer?
Quando hai deciso di diventare una scrittrice? 

I started writing about eight years ago, as an older college student. I took a course in creative writing, thinking I was a poet. My professor very gently described my writing style as maximalist and nudged me toward trying my hand at writing long fiction. Over my next break from classes, I started writing my first romance novel, and I’ve been writing ever since.

Ho cominciato a scrivere circa otto anni fa, quando ero una studentessa del college. Ho frequentato un corso di scrittura creativa, pensando di essere una poetessa. Il mio professore ha molto gentilmente descritto il mio stile come massimalista e mi ha spinta verso i romanzi più lunghi. Nella successiva vacanza dalle lezioni, ho iniziato a scrivere la mia prima storia e da allora non ho mai smesso.

Why a series about hockey players?
Perché una serie sui giocatori di hockey?


I’ve been a hockey fan since I was a child, so it was a great way to combine two things I love—hockey and romance.

Sono una fan da quando ero bambina, quindi era un bel modo per combinare due cose che amo – l’hockey ed i romanzi.
How many books are in the series?
Quanti libri ci sono nella serie?


As of right now, there are 8 novels and 5 novellas, with several more books planned to come.
 
Per il momento, 8 romanzi e 5 storie brevi con parecchi più libri in programma.

Why did you choose a contemporary set after all the historical romance you wrote? Was it easy to change?
Perché hai scelto un ambiente contemporaneo dopo tutti i romanzi storici che hai scritto? È stato facile cambiare?

I started writing contemporary romance when I got stuck on a historical romance. I'd tried to write contemporary before a few times, but apparently I'd never found the right story, and my voice sounded stilted. Once the idea for Breakaway came to me, everything flowed, and I haven't looked back.
Ho cominciato a scrivere romanzi contemporanei quando ho avuto un blocco su un romanzo storico. Avevo già provato qualche volta a scrivere qualcosa di contemporaneo, ma evidentemente non avevo mai trovato la storia giusta e mi sembrava artefatto. Una volta che mi è venuta l’idea per Amore in Contropiede, tutto è venuto naturale e non mi sono guardata indietro.
 
If your book would be turned into a movie, who do you think the main actor should be?
Se il tuo libro dovesse dovesse diventare un film, chi pensi dovrebbe essere l’attore principale?

In all honesty, I don’t know! I don’t typically think about my characters in terms of actors or actresses.

In tutta onesta, non lo so! Di solito non penso ai miei personaggi in termini di attori o attrici.

Is Zee inspired to anyone in particular?
Zee è ispirato a qualcuno in particolare?


Not by any one person. I take inspiration from all sorts of sources, combining a piece from this story and a personality trait from that person. Then I add a bunch of my own touches, and a character is born.
A nessuno. Prendo ispirazione da ogni tipo di fonte, combinando un pezzo da questa storia ed un tratto della personalità da quella persona. Poi aggiungo il mio tocco ed il personaggio è pronto.

What about the other players?
Cosa mi dici degli altri giocatori?


Same as above.
 
Come sopra.

You wrote about a tough theme (the rape), how come?
Hai scritto di un tema difficile (lo stupro), come mai?


Most of my books include real-world issues that real people face, and often they’re not easy things to overcome. My stories are about people who’ve had to deal with rape, addiction, grief, traumatic injuries, cancer, PTSD, and any number of other things that everyday people are up against every single day. I write about these things because we all need hope that there’s a way out of the darkest parts of life.

La maggior parte dei miei libri include problemi reali che le persone reali affrontano, e spesso non sono facili da superare. Le mie storie riguardano persone che hanno avuto a che fare con stupro, tossicodipendenza, lutto, ferite traumatiche, cancro, disturbo da stress post-traumatico e molte altre cose con cui le persone si confrontano ogni giorno. Scrivo di queste cose perché tutti noi abbiamo bisogno di sperare che ci sia un modo per uscire dalle parti più oscure della vita.

Why did you decide to self-publish your book in Italy?
Perché hai scelto di auto-pubblicare il tuo libro in Italia?


So many readers have enjoyed these books in English, and now I want to be able to share the stories with as many other readers as possible.

Molti lettori hanno apprezzato questi libri in inglese ed ora voglio essere in grado di condividere le mie storie con quanti più lettori possibili.

What do you think about self-publishing?
Cosa pensi dell’auto-pubblicazione?

Self-publishing has allowed me to live my dream as a published author. It’s not the right path for every author, but it’s definitely been the right path for me.

L’auto-pubblicazione mi ha permesso di vivere il mio sogno come autrice pubblicata. Non è la strada giusta per tutti gli autori, ma sicuramente è stata la strada giusta per me.

Do you know what your colleagues think about self-publishi in Italy?
Sai cosa pensano i tuoi colleghi dell’auto-pubblicazione in Italia?


I think there are many authors who are looking to have their works translated into Italian and other languages.
 
Penso che ci siano molti autori che vorrebbero vedere i loro lavori pubblicati in italiano ed altre lingue.

Would you like to tell something to the Italian readers?
Vorresti dire qualcosa ai lettori italiani?

I hope you enjoy Eric and Dana’s story and like the team and other players enough to come along for the journey with the rest of the series!

Spero vi piaccia la storia di Eric e Dana e degli altri giocatori abbastanza da continuare il viaggio con il resto della serie.

Why should they read Amore in Contropiede?
Perché dovrebbero leggere Amore in Contropiede?


It’s a book full of hot hockey action and deep emotion.
 
È un libro pieno di hockey sexy e profonda emozione.


Il capitano della squadra dei Portland Storm Eric "Zee" Zellinger sa come fare il suo lavoro, ma portare la sua squadra, un tempo d'élite, alla vittoria sta diventando una battaglia persa. Non può distrarsi ora - non con la sua carriera in gioco. Ma quando la sorella minore del suo migliore amico gli fa un'offerta che non può rifiutare, Eric potrebbe perdere il ruolo di riferimento sul quale la squadra fa affidamento.

Ancora in una spirale in discesa, dopo un evento che le ha cambiato la vita al college, Dana Campbell è disperata al punto di provare qualsiasi cosa per evadere dall'orrore di quella terribile notte - anche ricorrere all'aiuto dell'unico uomo di cui si fida completamente.

Non importa quanto lei sia irresistibile o quanto allettante sia la proposta, Eric non dovrebbe superare quel limite - specialmente quando è in gioco la possibilità per la squadra di arrivare ai play-off. Ora, Eric deve fare un ultimo tiro, ma sceglierà la possibile felicità di Dana o la mossa che gli assicurerà la carriera?

lunedì 13 giugno 2016

INTERVISTA A SIERRA SIMONE

Abbiamo il piacere di condividere con Voi, l'intervista che l'autrice Sierra Simone ha concesso al nostro blog (A cura di LadyAileen e la traduttrice Cristina B.):

Ciao Sierra, grazie per aver accettato il nostro invito, raccontaci un po' di te. Sierra Simone è il tuo vero nome o è uno pseudonimo? Se si tratta di uno pseudonimo, qual è la sua origine?

Dear Sierra, thanks for accepting our invitation, tell us a little about yourself. Is Sierra Simone your real name or a pseudonym? If it is a pseudonym, what is its origin?

Si tratta di uno pseudonimo. Prima che iniziassi a scrivere romanzi erotici, scrivevo libri per adolescenti, e volevo assicurarmi che le due cose rimanessero distinte e separate! Ho scelto il nome Sierra perché è la strada dove sono cresciuta e Simone perché è il mio secondo nome. :)
It's a pseudonym.  Before I started writing erotic novels, I was writing traditionally published books for teenagers, and I wanted to make sure the two were very separate!  I chose the name because Sierra is the street I grew up on and Simone is my middle name :)

Quando hai iniziato a scrivere, perché hai scelto storie per un pubblico adulto e cosa ne pensano i tuoi amici e parenti? 

When did you start to write? Why are you writing stories for an adult audience? What do your friends and relatives think about this decision? How do they support you?

Ho iniziato a scrivere a un’età molto precoce, ma ho venduto il mio primo libro a ventiquattro anni. Amavo scrivere libri per adolescenti, ma avevo sempre avuto il sogno di scrivere una versione di Jane Eyre in chiave erotica…ed è così che è nata la serie Markham Hall! La mia famiglia lo sa e mi sostiene…sebbene mio padre mi abbia detto che anche se orgoglioso del mio successo, non ha il coraggio di leggere i miei libri! Mia nonna che è molto religiosa la pensa allo stesso modo! 

I started writing from a very early age, but I didn't sell my first book until I was twenty-four.  I loved writing books for teenagers, but I had this fantasy about writing a version of Jane Eyre that had lots of sex in it...and that's how I wrote the Markham Hall series!  My family knows and they are very supportive...although my dad told that even though he's proud of my success, he isn't brave enough to read my books!  My very religious grandmother said the same!

Come nasce un tuo libro? Come si svolge la giornata di una scrittrice di successo come te?

Where did your stories come from? How is a typical day for a successful writer as you?

La maggior parte delle mie storie hanno bisogno di molto tempo per essere chiare nella mia mente e scaturiscono da un insieme di cose diverse. I libri che sto leggendo o la musica che amo o i posti che ho visitato, penso che il cervello di un autore sia come preparare un tè, gli ingredienti vengono aggiunti man mano per poi fare l’infusione e dare vita a qualcosa di nuovo e delizioso.

Quasi tutti i giorni, cerco di scrivere 2,000 parole. Alcuni giorni di più, altri di meno. Svolgo inoltre l’attività di editor sui manoscritti di altri autori e la ghostwriter nei ritagli di tempo. Aggiungiamo la famiglia, il karate, la chiesa, e di solito cerco di fare tutto freneticamente prima di andare a dormire! Ma vale la pena lottare, se poi riesco a fare la cosa che amo di più: scrivere.

Most of my stories take a long time to come together in my head--and they blend together from lots of different things. Books I'm reading or music I love or places I visited--I think an author's brain is like a tea--stuff gets added in and then steeps and brews together into something new and delicious.
 
Most days, I try to write 2,000 words.  Some days it's more, some days it's less.  I also copyedit other author's manuscripts and do some ghost-writing on the side.  Add in a family, karate, and church, and I'm usually frantically trying to get everything done by bedtime!  But it's worth all the struggle to do the one thing I love most: write.

Abbiamo notato che i tuoi romanzi in lingua inglese sono pubblicati grazie a CreateSpace Independent Publishing Platform. Hai mai pensato di far tradurre i tuoi romanzi e autopubblicarli in paesi come l'Italia?

We noticed that your English novels are published with CreateSpace Independent Publishing Platform. Have you ever thought about translating your novels and selfpublising in country such as Italy?


Mi piacerebbe molto! L’agente che si occupa dei diritti per i paesi stranieri sta cercando di vendere il libro ad un editore italiano, ma sembra molto più probabile che non accada, penso che Priest sia troppo controverso per la pubblicazione con un editore tradizionale in Italia.

I would love to!  My foreign rights agent is still trying to sell the book to an Italian publisher, but it looks more and more like maybe that won't happen--I think Priest might just be too controversial to publish with a traditional publisher in Italy.

Negli ultimi anni, molti autori stranieri come Colleen Gleason, Olvia Rigal, Kathryn Le Veque e tante altre stanno utilizzando Babelcube.com per autopubblicarsi in Italiano. Conoscevi questa soluzione? Se sì, la prenderesti in considerazione per le tue opere?

Recently, many foreign authors like Colleen Gleason, Olivia Rigal, Catherine Gayle, Kathryn Le Veque and many others use Babelcube.com to selfpublish in Italian language. Do you know this solution? If yes, would you consider selfpublishing for your works? 


Non ne ho sentito parlare! Sicuramente m’informerò. Se il mio agente incaricato a vendere i diritti per i paesi stranieri si accorgerà che le possibilità di pubblicare in maniera tradizionale in Italia, allora sicuramente faremo qualcosa di simile!

I haven't heard about this!  I will definitely investigate.  If my foreign rights agent decides that there's little likelihood of us publishing traditionally in Italy, then we will definitely do something like this!

Hai iniziato la tua carriera di scrittrice pubblicando la Markham Hall series ma le lettrici italiane ti conoscono soprattutto per il romanzo Priest: A Love Story. Come è nata l'idea di scrivere un romanzo erotico con un prete?

You started your career as a writer with The Markham Hall series but Italian readers know you above all for you novel: Priest. A Love Story. How did the idea of writing an erotic novel about a priest come to you?


Priest l’ho scritto perché sono cresciuta nella fede cattolica, ma anche perché avevo da poco visitato Weston (una piccola città vinicola sul fiume Missouri) e perché stavo leggendo molti libri sulla sessualità del passato. Poi tutto mi è apparso chiaro, mi sono seduta a scrivere il prologo dal punto di vista di Padre Bell, ed è semplicemente venuto fuori dalla pagina, bell’e pronto! 

Priest I wrote because I grew up Catholic, but also because I had recently visited Weston (a small winery town on the Missouri River) and because I had been reading a lot of books about ancient sexuality.  And then it all came together, and I sat down to write the prologue as Father Bell, and he just sort of leapt off the page, fully formed!
Priest è stato pubblicato in tedesco e francese, pensi che verrà pubblicato anche in Italia o le case editrici italiane non saranno abbastanza coraggiose visto il contenuto scottante?

The novel Priest was published in French and German, do you think that will be released in Italy or Italian Publishers will not be brave enough, considered the hot topic?


Penso che forse i francesi e i tedeschi siano meno preoccupati degli aspetti generali della religione cattolica. Ma è interessante, che i due paesi stranieri dove ho più fan, Italia e Brasile, sono i paesi dove gli editori tradizionali sono molto titubanti nel voler acquisire i diritti di Priest.

I think that maybe the French and the Germans are less bothered by the Catholicism aspect in general.  But interestingly, the two foreign countries that I have the most fans from--Italy and Brazil--are the countries where traditional publishers have been very nervous about acquiring Priest.

Qualcuno ha paragonato Priest ad un moderno Uccelli di Rovo. Che ne pensi di quest’affermazione? Lo avevi letto?

Someone compared your book Priest to The Thorn Birds by Colleen McCullough. What do you think of this statement? Had you read it?


Non l’ho mai letto, anche se ho visto la serie televisiva molto tempo fa. Ma credo che non abbiano cose in comune! Perché noi non vogliamo vedere solo un prete rompere i voti, vogliamo vederlo innamorarsi davvero, di un amore profondo. Innamorarsi così profondamente da non avere scelta che rompere i voti. Penso che sia quel momento in cui ci si sente nervosi, felici, spaventati e tutta quella sorta di emozioni confuse - che è ciò che ci dovrebbe far scegliere un buon romance!

I haven't read it, although I saw the television series a long time ago. But I do think there's something to that!  Because we don't just want to see a priest break his vows, we want to see him fall in real, deep love.  Fall so deeply in love that he has no choice but to break his vows.  I think that's when we feel all nervous and happy and scared and all sorts of confusing emotions--which is what a good romance should make us choose!

Al di là del romanzo erotico, affronti anche tematiche importanti come gli abusi sessuali e la castità per i preti. Cosa ne pensi al riguardo?

Beyond the erotic novel, you cover the issues of sexual abuse and celibacy in the priesthood. What do you think about that?


Penso sia possibile, essere un cattolico e avere giustizia dalla Chiesa. Credo che sia possibile amare Dio e chiedere sicurezza e responsabilità. E credo che sia importante per le persone di fede amare Dio e battersi  contro gli abusi e gli scandali, perché in fin dei conti, Gesù ci chiede di proteggere coloro che non possono proteggersi. A mio avviso, penso che Dio sia sconvolto dai predatori sessuali e gli insabbiamenti, e vorrebbe vedere la Sua chiesa lavorare per un cambiamento di questa insana cultura che ha permesso tutti quei crimini.

Abusi a parte, penso che il celibato sia un altro aspetto della Chiesa che dovrebbe essere ridiscusso. Il celibato è legato a molti scopi, uno dei quali è stato ottimizzare il reddito della chiesa medioevale (Era costoso mantenere le mogli dei preti e i loro figli.) E’ anche legato alla teologia paolina, gran parte della quale dovrebbe essere riesaminata alla luce del ventunesimo secolo. I ministri protestanti possono sposarsi e avere una famiglia e continuare a fare i pastori del loro gregge, credo che per i preti non sia diverso. Credo anche che più persone diventerebbero preti se potessero anche sposarsi.
           
I think that it's possible to be a faithful Catholic and demand justice from the Church.  I think that it's possible to love God and still demand safety and accountability.  I think it's important for people of faith to stand up to abuse and scandal, because at the end of the day, Jesus demands that we protect those who cannot protect themselves.  I personally think God is appalled by all the predation and cover-ups, and wants to see His church work to change the toxic culture that enabled all those crimes.

Abuse aside, I think celibacy is another aspect of the Church that needs to be re-examined.  Celibacy is bound up with lots of multivalent purposes--one of which was streamlining income for the medieval Church (it was expensive to support priests' wives and children.)  It's also bound up in Pauline theology, a lot of which  should be re-examined through the lens of the Twenty First Century.  Protestant ministers are able to be married and have families and still pastor their flock--I believe priests are no different.  I also believe that more people would like to be priests if they could also marry.


E' stato difficile scrivere questo romanzo dal punto di vista maschile per di più un prete?

Did you find difficult to write a novel from a male point of view of a priest?


Io amo il punto di vista maschile! È difficile a volte pensare come farebbe un uomo, ma è anche molto divertente. Gli uomini pensano più al sesso, e al corpo, e pensano anche in modo più semplice. Quando diventa difficile, chiedo molto a mio marito, “Sarebbe da uomo questo? O che dire di questo?”

I love male point of view!  It is difficult sometimes to think as a man would, but it is also a lot of fun.  Men think about sex more, and bodies, and they also think in a more straightforward way.  Sometimes it's tricky--I ask my husband a lot, "Would a man think this?  Or what about this?"

Se anche il tuo romanzo Priest diventasse una miniserie quale attore sceglieresti per impersonare Padre Bell? E per Poppy, la protagonista femminile?

If your novel Priest would become a TV series, which actors would you like as Father Bell and Poppy?


Sono davvero davvero davvero innamorata dell’attrice inglese Felicity Jones. Qualcosa in lei è così dannatamente sexy a mio avviso. Mentre per Tyler Bell, sono indecisa, ma mi piacciono molto Theo James e Nick Bateman…o qualcuno come loro.

I really really really am in love with the English actress Felicity Jones.  Something about her is so deeply sexy to me. As for Tyler Bell, I go back and forth, but I really like Theo James and Nick Bateman...so maybe someone like that.

Sappiamo che hai collaborato con la scrittrice Laurelin Paige al romanzo Porn Star. Come è nata la
vostra collaborazione? Come è stato scrivere un romanzo a quattro mani?

We know that you wrote a novel called Porn Star in collaboration with Laurelin Paige. Can you describe us how this cooperation started? How was it to co-write a novel?


Laurelin ed io abbiamo condiviso delle gif di natura sessuale molto esplicite su Tumblr per molto tempo, e siamo sempre state curiose delle vite dei protagonisti di quelle gif. Hanno dei coniugi? Compagni? Si sono mai innamorati sul set? Così abbiamo avuto l’idea di scrivere una storia su due attori porno che s’innamorano mentre continuano a lavorare con altre persone. È una storia sexy, dolorosa, divertente, e naturalmente, con un lieto fine. 

Laurelin and I have been sharing naughty porn gifs from Tumblr for a long time, and we have always been curious about the lives of the people in those gifs.  Do they have spouses?  Partners?  Do they ever fall in love on set?  So we got the idea to write about two porn stars who fall in love with each other...while still trying to make porn with other people.  It's sexy and heartbreaking and funny, and of course, with a happily ever after.

Quali sono i tuoi prossimi progetti?

Could you tell us something about your future projects?

In questo momento, sto lavorando a una rivisitazione della storia di Re Artù, Lancilotto e Ginevra. Si tratta di una storia contemporanea su un menage à trois provvisoriamente intitolato American Queen.

Right now, I'm working on a retelling of King Arthur, Lancelot and Guinevere.  It's a modern day menage a trois story tentatively titled American Queen.

C'è ancora qualcosa che vorresti dire ai lettori italiani?

Is there anything else you would like to tell to your Italian readers?

Grazie MILLE per tutto il vostro amore!!! E vi prometto che il mio agente ed io stiamo lavorando duramente per trovare una casa a Priest in Italia, se non dovesse accadere, allora lo tradurremo e lo auto-pubblicheremo per essere sicuri che tutti i lettori italiani possano avere Padre Bell nelle loro vite!

Thank you SO MUCH for all the love!!!!  And I promise my agent and I are working hard to find a home for Priest in Italy, and if it doesn't happen, then we will translate and self-publish to make sure all the Italian readers can have Father Bell in their lives!

Grazie per essere stata noi.