martedì 22 dicembre 2020

TRADUTTORI: ANNA CAMAGNI

Abbiamo il piacere di condividere con Voi, l'intervista che il traduttore Anna Camagni ha rilasciato alla nostra Shanmei.

Benvenuta Anna, parlaci di te, raccontaci il tuo percorso di studi.

Fin da piccola ho sempre amato le lingue straniere. Ho frequentato la sezione bilingue delle medie e, alle superiori, ho studiato tre lingue. Era logico che, a quel punto, mi iscrivessi all’università alla facoltà di Mediazione Interlinguistica e Interculturale di Como. In seguito ho svolto due Master in traduzione settoriale.

Come è nato il tuo amore per la traduzione?

Frequentando l’università, i corsi che più mi hanno affascinato e coinvolto sono stati quelli relativi alle traduzioni.

Come è iniziato il tuo lavoro di traduttrice? Quale è stato il primo testo che hai tradotto? 

Ho iniziato il mio lavoro di traduttrice quando ho scoperto Babelcube nel 2017. Il primo libro che ho tradotto è stato “Il diario di Poppy Rose” dal francese.

 Hai fatto traduzioni per Case Editrici, Agenzie di marketing o pubblicità?

No, per ora ho lavorato solo tramite Babelcube. Questo libro, invece, L’Incubo di Helen, è stato da me proposto d’accordo con l’autore, alla casa editrice GoWare, che l’ha pubblicato.

Sappiamo che traduci autori stranieri che poi si auto-pubblicano in italiano. Come è nata questa idea? Quali opere hai tradotto fino ad oggi? E perché le hai scelte? 

Tradurre tramite Babelcube significa tradurre autori stranieri che si auto pubblicano in italiano. Finora ho tradotto una quarantina di libri dal francese e dallo spagnolo. Le mie scelte sono scaturite dai miei gusti letterari. In particolare si è instaurato un ottimo rapporto con A. P. Hernández, persona che trovo squisita ed estremamente  corretta. Da quando l’ho conosciuto ho tradotto tutti i libri da lui pubblicati.

 Hai riscontrato difficoltà nel far accettare agli autori questo nuovo modo di pubblicarsi in paesi stranieri o ne avevano già sentito parlare?

Nessuna difficoltà.

Se questo tipo di pubblicazione diventasse sempre più diffuso, pensi che gli Editori non avrebbero più ragione di esistere o rimarrebbe solo una pubblicazione alternativa?

Penso che l’autopubblicazione e l’Editoria potrebbero tranquillamente coesistere, ognuna con le proprie caratteristiche.

Quanto tempo serve per portare a termine la traduzione di un romanzo? 

Naturalmente dipende dalla lunghezza e dalla complessità del romanzo.

 Tradurre è il tuo lavoro principale, o fai altre attività?

Al momento è il mio lavoro principale.

Preferisci una traduzione più letterale o creativa? O un mix delle due a seconda dei casi? 

Direi un mix delle due, facendo molta attenzione alle caratteristiche linguistiche e culturali dei due paesi.

 Esistono penali in caso di mancata consegna del lavoro nei tempi stabiliti? Ti è mai successo di incorrervi?

Con Babelcube esistono vari tipi di penali. Fortunatamente è sempre andato tutto bene.

E veniamo al tasto più dolente, i pagamenti. Come ti tuteli dai committenti morosi? 

Anche qui non ho mai avuto problemi.

 Hai mai vinto premi dedicati a i traduttori?

No, in verità non ho mai partecipato.

Quale è l’ultimo libro che hai tradotto? Che difficoltà hai riscontrato? 

L’ultimo libro che ho tradotto è stato un libro per bambini: La classe delle piccole pesti e il maestro numero 100, di Antonio Hernández. Nessuna difficoltà.

 Quale è il momento più bello per un traduttore?

Il momento più bello è quando vedo il mio libro tradotto sulla schermata Amazon, magari con qualche recensione positiva.

Raccontaci un aneddoto, bizzarro, incredibile legato al tuo lavoro?

 Non ho aneddoti particolari.

 Quale consiglio daresti ad una persona che volesse intraprendere il lavoro di traduttore?

Per prima cosa bisogna studiare molto, non solo la lingua ma anche la cultura del paese. E poi, tanta pazienza e impegno.

Quali sono i tuoi progetti futuri? 

Vorrei continuare a tradurre libri. Mi piacerebbe conoscere qualche altro autore con cui creare un legame di stima e fiducia reciproci, come mi è successo con A.P. Hernández.

sabato 19 dicembre 2020

INTERVISTA AD ANTONIO PÉREZ HERNÁNDEZ

Abbiamo il piacere di condividere con Voi, l'intervista che l'autore Antonio Pérez Hernández ha concesso al nostro blog (Intervista e traduzione a cura di Anna Camagni):

Hola Antonio, gracias por aceptar nuestra invitación.Cuéntanos un poco sobre ti. ¿Cuándo has empezato a escribir? ¿Cómo comenzó tu carrera como escritor?

Ciao Antonio, grazie per aver accettato il nostro invito. Raccontaci qualcosa di te. Quando hai cominciato a scrivere? Come è iniziata la tua carriera di scrittore?

¡Gracias a vosotros!

Pues, sinceramente, no recuerdo una edad concreta a la que empezara. Siempre me ha gustado escribir. Tengo recuerdos de escribir historias cortas desde que tan solo tenía 9 años.

Sin embargo, comencé a tomarme esta afición como algo más serio cuando tenía 15 años. Creo que fue a esa edad cuando se produjo un cambio drástico en lo relativo a la cantidad de relatos. Además, a partir de los 15 años di el salto y me atreví a escribir historias de mayor extensión.

Grazie a voi!

Beh, onestamente, non ricordo un'età precisa in cui ho cominciato. Mi è sempre piaciuto scrivere. Ricordo che, quando avevo solo 9 anni, già scrivevo dei racconti.

Tuttavia, ho iniziato a prendere questo hobby più seriamente quando avevo 15 anni. Intorno a quest’età ci fu un radicale cambiamento sia per quanto riguarda la quantità di racconti che scrivevo, sia per la loro lunghezza.

¿Cuál fue tu primer libro?

Qual è stato il tuo primo libro?

El primer libro como tal lo escribí con pluma estilográfica con 13 años. Ahora solo escribo con ordenador, pero en su momento me gustaba hacerlo así.

Este libro lo escribí en folios y, lamentablemente, se extravió.

Sin embargo, recuerdo que era una historia divertida. Trataba sobre una familia que vivía al margen de la civilización. Una familia de lo más peculiar. Y, un buen día, su suerte cambió de repente al hallar una fortuna. Con ese dinero, decidieron mudarse a la gran ciudad.

Sé que era una historia de humor porque contaba las peripecias de esta familia tan atípica y su lucha por adaptarse a sociedad.

Ho scritto il mio primo vero libro con una penna stilografica quando avevo 13 anni. Adesso scrivo solo al computer, ma all'epoca mi piaceva farlo in quel modo.

Ho scritto quel libro su dei fogli e, sfortunatamente, è andato perso.

Tuttavia, ricordo che era una storia divertente. Parlava di una famiglia che viveva ai margini della civiltà. Una famiglia molto particolare. E, un bel giorno, la sorte di quelle persone cambiò improvvisamente quando trovarono una fortuna. Con quei soldi decisero di trasferirsi nella grande città.

Ricordo che era una storia divertente perché raccontava le avventure di questa insolita famiglia e la loro lotta per adattarsi alla società.

Sabemos que escribes libros de varios géneros: libros para niños, thrillers, fantasía. ¿Por qué? ¿En qué género te sientes más cómodo?

Sappiamo che scrivi libri di vari generi: libri per bambini, thriller, fantasy. Perché? In quale genere ti trovi più a tuo agio?

Empecé escribiendo novelas, pero llegué a la literatura infantil por simple casualidad.

Una tarde, se me ocurrió escribir un libro corto dirigido a niños: “Luis, Luisito, Superluis” y, así, sin más, decidí subirlo a Amazon.

Al poco tiempo me di cuenta de que este libro multiplicaba en descargas a cualquiera de mis novelas, lo que llamó poderosamente mi atención.

Y así, al ver que había más demanda de mis libros infantiles y las buenas opiniones de los lectores, me fui centrando en los cuentos e historias para niños.

No obstante, y cuando el cuerpo me lo pide, escribo alguna que otra novela. Es una forma de descansar de tantos libros infantiles (que son ya 30). Así escribí “Avenida Desesperación”, “Los días perdidos de Valentina” y, más recientemente, los dos primeros libros de la saga de Fantasía “Cuervos y Dragones”. 

Ho iniziato a scrivere romanzi, ma sono arrivato alla letteratura per ragazzi per puro caso.

Un pomeriggio mi è venuto in mente di scrivere un breve libro per bambini: “Luis, Luisito, Superluis” (Luigi, Luigino, Superluigi) e, senza pensarci due volte, ho deciso di caricarlo su Amazon.

In breve tempo mi sono reso conto che questo libro moltiplicava i download dei miei romanzi, il che naturalmente, ha catturato la mia attenzione.

E così, vedendo che c'era una forte richiesta di libri per bambini e vedendo le buone recensioni dei lettori, ho iniziato a concentrarmi sui racconti e le storie per l’infanzia.

Tuttavia, a volte sento il bisogno di scrivere un romanzo. È un modo per staccarmi dai tanti libri per bambini (che sono già 30). È così che ho scritto "Avenida Desesperación" (Viale Disperazione), "Los días perdidos de Valentina" (I giorni perduti di Valentina) e, più recentemente, i primi due libri della saga fantasy "Cuervos y Dragones" (Corvi e Draghi).

¿Cómo nacen tus libros?

Come nascono i tuoi libri?

Los libros infantiles brotan de una idea que lleva tiempo germinando, de una idea a la que le doy vueltas durante semanas o incluso meses.

Sin embargo, en el caso de las novelas, la idea inicial del libro está más elaborada. Antes de empezar a escribir, tengo una visión más amplia de a dónde quiero llegar.

I libri per bambini nascono da un'idea che si evolve con il tempo, un'idea su cui rifletto per settimane o addirittura mesi.

Invece, nel caso dei romanzi, l'idea iniziale del libro è più elaborata. Prima di iniziare a scrivere, voglio avere una visione più ampia di dove voglio arrivare.

“La pesadilla de Helen” es un thriller psicológico. ¿En qué te inspiraste para escribirlo?

“L’incubo di Helen” è un thriller psicologico. A cosa ti sei ispirato per scriverlo?

He leído mucho a Stephen King. Este autor ha sido una gran inspiración, sin duda. Además, justo antes de empezar con “La pesadilla de Helen” terminé de leer el libro “IT”. Pensé que yo también quería hacer un libro de suspense-terror que tuviera como protagonistas a jóvenes adolescentes. Me pareció una idea muy atractiva.

Ho letto molto Stephen King. Quest’autore è stato senza dubbio una grande ispirazione. Inoltre, prima di cominciare a scrivere "L’incubo di Helen" avevo finito di leggere il libro "IT". Pensai che avrei potuto scrivere anch’io un libro di suspense-horror con giovani adolescenti come protagonisti. Mi sembrò un'idea molto affascinante.

¿Cuál es tu personaje favorito de la novela y por qué?

Qual è il tuo personaggio preferito del romanzo e perché?

Helen, sin duda. Jajaj

“La pesadilla de Helen” es un caso muy peculiar.

Como he dicho, antes de empezar con una novela ya tengo una visión de hacia dónde quiero llegar. Sin embargo, al empezar a escribir este libro, Helen fue guiándome de la mano y marcando los acontecimientos. Su gran personalidad originó el argumento.

Helen, senza dubbio. Hahaha!

"L’incubo di Helen" è un caso molto particolare.

Come ho già detto, prima di iniziare un romanzo, ho già una visione di dove voglio arrivare. Tuttavia, quando ho iniziato a scrivere questo libro, Helen mi ha guidato per mano e ha segnato gli eventi. La sua grande personalità ha originato la trama.

De todos tus libros, ¿cuál te gusta más y por qué?

Di tutti i tuoi libri, quale ami di più e perché?

Me gusta mucho “La pesadilla de Helen”. Probablemente, es el libro del que me siento más orgulloso. Fue un proyecto que ocupó varios meses y, a día de hoy, estoy muy satisfecho con el resultado.

Mi piace molto "L’incubo di Helen". Probabilmente è il libro di cui vado più orgoglioso. È stato un progetto che ha richiesto diversi mesi e, ad oggi, sono molto soddisfatto del risultato.

¿Quiénes son tus autores favoritos? ¿Hay alguien en particular que te inspire?

Quali sono i tuoi autori preferiti? C'è qualcuno in particolare a cui ti ispiri?

He leído mucho a Carlos Ruiz Zafón, George R.R. Martin, Ken Follet… Aunque también he leído a otros más clásicos como, por ejemplo, Julio Verne, Arthur Conan Doyle y Kafka.

Todos los autores que leo son una fuente de inspiración. Siempre aprendo cosas nuevas al terminar de leer un libro.

Ho letto molto Carlos Ruiz Zafón, George R.R. Martin, Ken Follett... Anche se ho letto anche classici come Jules Verne, Arthur Conan Doyle e Kafka.

Tutti gli autori che leggo sono fonte di ispirazione. Imparo sempre cose nuove quando leggo un libro.

Sabemos que has decidido traducir tus libros para los mercados de otros países. ¿Cómo surgió esta idea? ¿Cómo conociste a Anna Camagni?

Sappiamo che hai deciso di tradurre i tuoi libri per i mercati di altri paesi. Come è nata quest’ idea? Come hai conosciuto Anna Camagni?

Conocí la plataforma Babelcube navegando en YouTube. Luego indagué y vi que era un modo sencillo y rápido de traducir libros. En esta página tienes la ocasión de conocer a grandes profesionales. Reparé en Anna Camagni al ver las reseñas de otros autores. Todos coincidían en su gran profesionalidad e implicación.

Personalmente, no podría estar más de acuerdo.

Conocer a Anna ha sido maravilloso. Siempre ha confiado en mis libros y ha mostrado desde el primer momento un gran interés, cosa que le agradezco de veras.

Ho conosciuto la piattaforma Babelcube navigando su YouTube. Mi sono informato e ho visto che era un modo semplice e veloce per tradurre i libri. In questo sito hai l'opportunità di incontrare grandi professionisti. Ho notato Anna Camagni quando ho visto le recensioni di altri autori. Tutti concordavano sulla sua grande professionalità e coinvolgimento.

Personalmente, non potrei essere più d'accordo.

Conoscere Anna è stato meraviglioso. Ha sempre avuto fiducia nei miei libri e ha mostrato grande interesse sin dal primo momento, cosa di cui la ringrazio molto.

¿Qué otros libros has escrito? ¿Están todos traducidos al italiano?

Quali altri libri hai scritto? Sono tutti tradotti in italiano?

Además de los anteriores, también he escrito otros libros completamente diferentes. Son libros para niños enfocados a repasar contenidos de Educación Primaria. Hice uno de sopas de letras de repaso de Lengua de 4.º curso.

Y también hice otro que se llama “Inventa este libro”. Es un libro completamente diferente. En él voy introduciendo a los niños a historias y, dando cierta estructura, los animo a terminar la historia que ya he presentado, a inventar un personaje con unas características determinadas, a jugar a ¿Qué pasaría si…?, entre otras actividades.

A excepción de estos dos, todos los demás están traducidos al italiano.

Oltre a quelli di cui ho parlato sopra, ho scritto anche altri libri completamente diversi. Sono libri per bambini incentrati sul ripasso dei contenuti dell'istruzione primaria. Ne ho creato uno di enigmistica sul ripasso della lingua spagnola per la quarta elementare.

E ne ho scritto un altro intitolato "Inventa questo libro”. È un libro completamente diverso. In esso, presento ai bambini delle storie e, dando loro una struttura, li incoraggio a finire la storia che ho già introdotto, a inventare un personaggio con determinate caratteristiche, a giocare a “Cosa succederebbe se…?”, tra le altre attività.

Ad eccezione di questi due, tutti gli altri sono tradotti in italiano.

¿Cuáles son tus planes para el futuro?

Quali sono i tuoi piani per il futuro?

Seguir escribiendo y, sobre todo, llegar a más y más gente.

Quiero compartir mis historias con el mundo entero.

Cuanta más gente las lea, mucho mejor 😊

Continuare a scrivere e, soprattutto, raggiungere sempre più persone.

Voglio condividere le mie storie con il mondo intero.

Più persone li leggono, meglio è! 😊

¿Todavía hay algo que te gustaría decirles a tus lectores italianos?

C'è ancora qualcosa che vorresti dire ai tuoi lettori italiani?

Italia es, y con diferencia, mi país favorito. Amo a Italia y a su gente y me fascina el italiano. Me parece un idioma increíblemente expresivo y musical y me encanta escuchar a la gente hablarlo. He estado unas cuantas veces allí (en Roma, Florencia y Venecia) y siempre he acabado extasiado por su gran belleza.

Además, Italia siempre será el primer país que confió en mí como escritor. Gracias a GoWare por sacar a la luz “La pesadilla de Helen” bajo su sello editorial y mil gracias a Anna Camagni por todo.

¡Ciao!

L'Italia è di gran lunga il mio paese preferito. Amo l'Italia e la sua gente e sono affascinato dall'italiano. Trovo che sia un idioma incredibilmente espressivo e musicale e adoro sentire le persone parlarlo. Ci sono stato diverse volte (a Roma, Firenze e Venezia) e sono sempre rimasto estasiato per la sua grande bellezza.

Inoltre, l'Italia sarà sempre il primo Paese che ha avuto fiducia in me come scrittore. Grazie a GoWare per aver portato alla luce “L’incubo di Helen” con la loro casa editrice e grazie mille ad Anna Camagni per tutto.

Ciao!

La terza B è conosciuta come la classe delle piccole pesti.
Tutti hanno paura a entrare in quell'aula!
È una classe composta da un gruppo di 25 bambini e bambine di otto anni molto monelli.
Hanno già avuto 99 maestri e tutti, uno dopo l'altro, sono caduti di fronte alle loro marachelle.
Oggi arriva il maestro numero 100.
Le piccole pesti capiscono subito che sono davanti a un maestro molto speciale...




I mostri non sono mai stati così tanto divertenti.
Leggi la storia di Super Michele e vivi le sue pazze avventure come cacciatore di mostri.
Non esitare: Super Michele è la tua soluzione!








Manuel ha otto anni e questo Natale sarà super.
Vuole ricevere molti regali. Più regali gli fanno, più è contento. Ed è ancora meglio se sono grandi e costosi.
L'unica cosa che interessa a Manuel sono i suoi regali. Nient'altro!
Tuttavia, il regalo di questo Natale sarà molto diverso..







Fuori dalle mura di Düré si sta sviluppando la più grande minaccia che l'umanità abbia mai affrontato. Dopo tanti anni di pace, l'oscurità rinasce, la dea Thënda lascia il regno delle ombre.
Lord Tovel, in segreto, sceglie otto dei suoi uomini più valorosi e affida loro una missione: raggiungere Nebula e chiedere l'aiuto di Re Fird.
Rodrik e i suoi uomini dovranno lasciare la sicurezza offerta dalle mura di Düré e affrontare un viaggio pieno di intrighi, magia e pericoli.



Entra in questo magico mondo pieno di oscurità e magia!
La guerra sta per scoppiare. Il Regno delle Ombre, guidato dalla dea Thënda, sta raccogliendo forze, reclutando esseri senza nome e creature della notte che si credevano già estinte.
L'umanità è, senza saperlo, sull'orlo del suo completo annientamento.
Rodrik e i suoi uomini devono raggiungere Nebula, devono allertare il Re Fird, devono affrontare questa minaccia senza precedenti prima che sia troppo tardi... Ma la strada è lunga, i pericoli si nascondono dietro ogni angolo e gli esseri senza nome che ostacolano il loro cammino diventano man mano più potenti, più intelligenti...
Scopri il secondo episodio di questa affascinante serie dark fantasy.
Goditi avventure piene di azione, avventura e magia!
Secondo episodio della saga Corvi e Draghi.

“Rimarrà sempre nella mia mente il rumore delle foglie morte che scricchiolavano sotto i miei piedi e quel filo d’aria tiepida che mi accarezzava il viso come mani invisibili. Feci qualche passo e, semplicemente, caddi a terra senza vita”
Questo potrebbe essere il finale di un romanzo, ma in Viale Disperazione è solo l'inizio.
Con la sua morte, il protagonista è intrappolato in una specie di soglia, da qualche parte tra vivi e morti. Il suo viaggio lo porta nel suo vecchio luogo di residenza e a reincontrarsi con quella che era una volta la sua famiglia. Sarà solo in quel momento che capirà quanto sia cambiato e il grave pericolo che incombe su di loro.

Nella piccola e tranquilla cittadina di Worte, mentre gli ultimi spiragli dell’inverno iniziano a svanire, avvengono misteriosi e terribili eventi.
Richard sente di nuovo la sua presenza; sono trascorsi molti anni da quando è scomparso dalla sua vita, così tanti che lo aveva quasi dimenticato. Ma è vivo e la sua voce risuona nella sua mente, riverberando in ogni angolo della sua anima.
Nel frattempo l’ispettore Moore e il giovane collega Eddie investigano sull’omicidio di Aaron Fellon Smith, il portiere del Bar Kobla, e si ritrovano coinvolti in un’indagine ricca di suspense, in cui un passato sepolto nell’oblio si fa strada inesorabilmente.

mercoledì 25 novembre 2020

INTERVISTA A ANYA WYLDE

Abbiamo il piacere di condividere con Voi, l'intervista che l'autrice Anya Wylde ha concesso al nostro blog (Intervista e traduzione a cura di Mirella Banfi):

Dear Anya, thanks for accepting our invitation, tell us a little about yourself. When did you start to write?

Ciao Anya, grazie per aver accettato il nostro invito, raccontaci un po' di te. Quando hai iniziato a scrivere?

I have been writing poems and creating stories in my head since I was a child. My English teachers in school always encouraged me and read out my essays to the class. I went on to study English honours and loved every moment, but I never thought I would ever write a book.

Then Ireland went into recession in 2008. Dublin looked like a ghost town with shops and offices closed. The place I used to work in shut down and I couldn’t find any other work. So, I began reading a lot and realised that the sort of clean, fun book I wanted in these difficult times was rare to find.

So, I decided to write the sort of book I would like to read. I sent it to some agents on a mad New year night and the response from them encouraged me. I didn’t have the luxury to wait too long since the publishing process can take up to a year. I needed the finances so I self-published and haven’t look back since.

Scrivo poesie e creo storie nella mia testa fin da quando ero una bambina. I miei insegnanti di inglese a scuola mi hanno sempre incoraggiato e leggevano in classe i miei temi. Ho studiato inglese all’università e ne ho amato ogni momento, ma non avrei mai pensato di scrivere un libro.

Poi l’Irlanda entrò in depressione nel 2008. Dublino sembrava una città fantasma, con i negozi e gli uffici chiusi. Il posto in cui lavoravo chiuse e non riuscivo a trovare un altro lavoro. Quindi cominciai a leggere moltissimo e mi resi conto che il tipo di libro pulito e divertente che avevo voglia di leggere in quei tempi difficili era difficile da trovare.

Decisi di scrivere il tipo di libro che avrei voluto leggere. Lo mandai ad alcuni agenti una folle sera di capodanno e le loro reazioni mi incoraggiarono. Non avevo il lusso di aspettare troppo a lungo, dato che il processo di pubblicazione può durare fino a un anno, quindi decisi di auto-pubblicarmi e non mi sono più voltata indietro.

Where did your stories come from? How is your typical day as a writer?

Come nasce un tuo libro? Come si svolge la tua giornata di scrittrice?

My plots are not exciting, it is the characters that fascinate me. All my life I have been surrounded by eccentrics and I think their motives and actions inspired me to create stories. My father is a great storyteller, I remember as I child I used to listen to him tell his friends about his crazy childhood antics and making them laugh. I wanted to do something similar. I wanted to grow up and make people happy.

As for my day, it is always terribly busy. I wake up in the morning, drink coffee and get to work. Before the pandemic I used to work till three in the afternoon then mind my two young children. Now, I work till one and then it’s time to let my husband work while I keep the kids out of his hair. I do my research once they are in bed.

Le mie trame non sono eccitanti, sono i personaggi che mi affascinano. Sono stata circondata da gente eccentrica per tutta la vita e penso che siano stati i loro ragionamenti e le loro azioni a ispirarmi a creare le mie storie. Mio padre è un grande narratore, ricordo che da bambina lo ascoltavo raccontare ai suoi amici le sue folli scorribande da ragazzo, facendoli ridere. Volevo fare qualcosa di simile. Volevo crescere e far felice la gente.

In quanto alla mia giornata, sono terribilmente occupata. Mi sveglio al mattino, bevo un caffè e mi metto al lavoro. Prima della pandemia, lavoravo fino alle tre del pomeriggio e poi mi occupavo dei miei due bambini piccoli. Adesso, lavoro fino all’una e poi è il momento di permettere a mio marito di lavorare mentre tengo occupati i bambini in modo che non lo disturbino. Le ricerche le faccio quando i bambini sono a letto.

We know that you decided to self-publish for the Italian market. How did you come up with this idea? How do you know Mirella Banfi?

Sappiamo che hai deciso di auto pubblicarti per il mercato italiano. Come è nata questa idea? Come hai conosciuto Mirella Banfi?

I had been approached by a few companies wanting to translate my books before but to be honest I didn’t take up any offer until I connected with Mirella.

I intuitively trusted her. She has worked with some wonderful authors in the past and her credentials are excellent. I didn’t think I would find a more perfect translator for my book. I felt it was the right time and the right thing to do.

Ero già stata interpellata da alcune società che volevano tradurre i miei libri, ma sinceramente non ho mai accettato finché sono entrata in contatto con Mirella.

Mi sono intuitivamente fidata di lei. Ha lavorato con alcune favolose autrici in passato e le sue credenziali sono eccellenti. Non pensavo di poter trovare una traduttrice migliore per i miei libri. È sembrato il momento giusto e la cosa giusta da fare.

Let’s talk a bit about The Fairweather Sisters' series. Why did you choose to write historical Romance? And why do you set your stories in this particular period?

Raccontaci un po’ della serie The Fairweather Sisters. Perché hai scelto di scrivere Romance storici? E perché hai ambientato le tue storie in questo particolare periodo?

The first man I fell in love with was Mr Darcy. I think I was thirteen years old when I read Pride and Prejudice and the charm, the sweetness and the innocence of the book touched me. So, when it came time for me to write a book, I naturally chose the era that had made me fall in love in the first place.

Il primo uomo di cui mi sono innamorata è stato il Signor Darcy. Penso di aver avuto tredici anni la prima volta in cui lessi Orgoglio e Pregiudizio e il fascino, la dolcezza e l’innocenza del libro mi toccarono profondamente. Quindi, quand’è stato il momento di scrivere un libro, ho naturalmente scelto il periodo che mi aveva fatto innamorare la prima volta.

Penelope is the first books about your series. What was your inspiration for “Penelope”?

Penelope è il primo volume della tua serie. A cosa ti sei ispirata per scriverlo?

I was very young when I moved to Ireland as a student. I felt a bit like Penelope, lost, overwhelmed and wild. I made some friends and realised that all of us who had moved here from a different country felt the same sort of uncertainty and I tried to capture that in Penelope and show everyone how natural and universal that feeling is.

Ero molto giovane quando mi trasferii in Irlanda da studentessa. Mi sentivo un po’ come Penelope, perduta, sopraffatta e selvatica. Mi feci alcuni amici e mi resi conto che tutti quelli tra noi che si erano trasferiti da un paese diverso provavano lo stesso tipo di incertezza. Cercai quindi di catturare quel sentimento in Penelope e mostrare a tutti com’è naturale e universale.

Which is your favourite character and why?

Qual è il tuo personaggio preferito e perché?

I like Jimmy the highway man. He is a robber with a heart of gold. I don’t have villains in my books because I believe most people are shades of grey. Similarly, Jimmy has a soft, honourable side to him even when he is holding a gun to a wealthy Lord’s head.

Mi piace Jimmy, il brigante di strada. È un ladro con un cuore d’oro. Non ho dei veri cattivi nei miei libri perché ritengo che la maggior parte delle persone siano sfumature di grigio. Allo stesso modo, Jimmy ha un lato dolce, onorevole anche quando sta puntando una pistola alla testa di un ricco lord.

Is there a character in the book based on you? If yes, who and in what way?

Nel libro c’è un personaggio ispirato a te? Se sì, quale e in cosa?

I think Penelope is based on a phase of my life rather than me. Other than that I love my children to bits just like the dowager adores hers.

Penso che Penelope sia ispirata a una fase della mia vita, piuttosto che a me. A parte il fatto che voglio un bene dell’anima ai miei bambini, proprio come la duchessa madre adora i suoi.

If your book Penelope ever became a movie, which actors would you like as the main characters?

Se il tuo libro Penelope diventasse un film quali attori sceglieresti per impersonare i protagonisti? 

What an exciting thought! I would like an Italian man to play the Duke of Blackthorne. They are all so gorgeous. As for Penelope, I think an Irish actress would do well. Unfortunately, I don’t watch movies. The last one I watched was a few years ago so I wouldn’t be able to give you names.

Che idea eccitante! Mi piacerebbe fosse un italiano a recitare la parte del duca di Blackthorne. Sono così stupendi. Per Penelope andrebbe bene un’irlandese. Sfortunatamente non guardo i film, l’ultimo è di parecchi anni fa, quindi non sono in grado di fare nomi.

What is your favorite scene in “Penelope”?

Qual è la tua scena preferita nel libro Penelope?

The moment when Penelope realises, she is in love. Her toes curl.

Il momento in cui Penelope si rende conto di essere innamorata. E le si arricciano le dita dei piedi.

Why would Italian readers read Penelope?

Perché i lettori italiani dovrebbero leggere Penelope?

It is a light-hearted romantic comedy. It is the sort of book that would appeal to people of all ages. I think humour and love are core human emotions that are inherent in everyone irrespective of which country they come from or how old they are. And Italians I know are warm, loving and very romantic. The perfect audience for my books.

È una commedia leggera, romantica. È il tipo di libro che dovrebbe piacere a gente di tutte le età. Penso che l’umorismo e l’amore siano le emozioni umane più profonde, che appartengano a tutti, da qualunque paese arrivino e quanti anni abbiano. E gli italiani che conosco sono calorosi, amorevoli e molto romantici. Il pubblico perfetto per i miei libri.

Why did you choose to write witty Historical Romance?

Perché hai scelto di scrivere Romance Storici divertenti?

I can’t write sad sagas. I have tried and it was a spectacular failure. I like being happy and making people happy. I enjoy turning a bad situation into a positive one. I was fed up with people moaning and crying in books, on television, and on the news so I decided to write only cheerful books.

When people are ill, they turn to books like mine to escape their reality, and the emails I get from them are a joy and encourage me to keep my work carefree.

Non sono capace di scrivere delle saghe. Ho tentato ed è stato un fallimento spettacolare. Mi piace essere felice e rendere felice la gente. Mi piace trasformare una situazione negativa in una positiva. Ero stufa di gente che si lamentava e piangeva nei libri, in televisione e nei notiziari, quindi ho deciso di scrivere solo libri allegri.

Quando la gente è malata, si rivolge a libri come i miei per sfuggire alla realtà e le email che ricevo da loro sono una gioia e mi incoraggiano a mantenere spensierato il mio lavoro.

Who are your favourite female authors? Have you never met them in a Convention or similar?

Chi sono le tue autrici preferite? Le hai mai incontrate in una Convention o qualcosa di simile?

I enjoyed Enid Blyton as a child, Jane Austen as a teenager and Toni Morrison as an adult. Other women authors I enjoy reading are Julia Quinn, Christine Feehan, Charlaine Harris, J.K Rowling, Tamora Pierce, Trudi Canavan, C.J Archer and so many others.

I am very shy and never go to conventions. I only started posting my photo on social media after years of being an author. Even then, I keep my private life away from my work. A lot of my acquaintances don’t know I write books.

Da bambina mi piaceva Enid Blyton, Jane Austen da adolescente e Toni Morrison da adulta. Altre autrici che amo leggere sono Julia Quinn, Christine Feehan, Charlaine Harris, J.K Rowling, Tamora Pierce, Trudi Canavan, C.J Archer e molte altre.

Sono molto timida e non partecipo mai a convention. Ho cominciato a mettere la mia fotografia sui social media anni dopo essere diventata un’autrice. Tengo la vita privata separata da quella lavorativa. Un mucchio dei miei conoscenti non sa che scrivo libri.

We know that your favorite book is Alice's Adventures in Wonderland. Have you ever thought about writing a retelling ispired by it?

Sappiamo che il tuo libro preferito è Alice nel paese delle meraviglie. Hai mai pensato di scrivere un retelling ispirato al romanzo?

I would love to write a children’s fantasy book one day but I have to wait for the right idea which hasn’t hit me yet. I wouldn’t dare to attempt a retelling. It is far too nuanced for me to meddle with. I could never do it justice.

Mi piacerebbe scrivere un libro fantasy per bambini, un giorno, ma dovrò aspettare l’idea giusta, che per il momento non mi è ancora venuta. Non oserei mai ri-narrare un libro simile. Ha troppe sfumature perché possa pasticciare. Non potrei mai rendergli giustizia.

Could you tell us something about your future projects?

Quali sono i tuoi prossimi progetti?

I have almost finished writing the fourth book in the Fairweather series and it should be available in English soon. It is called ‘Miss Jane Fairweather’. The third audio book for the Fairweather series ‘ Dorothy’ should be on sale soon, as well, which is exciting.

Ho quasi finito di scrivere il quarto libro della serie delle Sorelle Fairweather e dovrebbe essere disponibile presto in inglese. Si intitolerà Miss Jane Fairweather. Il terzo audiolibro della serie Fairweather Dorothy dovrebbe essere messo in vendita tra breve, e la trovo una notizia eccitante.

Is there anything else you would like to tell to your Italian readers?

C'è ancora qualcosa che vorresti dire ai lettori italiani?

If you love to laugh at incredulous antics and enjoy toe curling romance then the Fairweather Sister’s series is for you. And if you enjoy the book then write to me and let know. I love interacting with my readers.

Se vi piace ridere alle incredibili bizzarrie e vi piacciono le storie d’amore da far arricciare le dita dei piedi, la serie delle Sorelle Fairweather fa per voi. E se il libro vi sarà piaciuto, scrivetemi e fatemelo sapere. Adoro interagire con i miei lettori.


Lasciandosi alle spalle il fascino rurale di Finnshire, miss Penelope Fairweather arriva a Londra con la speranza nel cuore e un sogno negli occhi. È stata invitata a partecipare alla stagione londinese per catturare un marito.
E mentre cerca di affrontare la stagione con tutta la sua rustica raffinatezza, la suddetta raffinatezza, sfortunatamente, si rivela essere delicata come un grosso orso che stia cercando di fare a pezzi un alveare infestato da api ronzanti.
Tra disavventure, amori, balli al chiaro di luna, abiti eleganti, baffi finti, briganti di strada, bellezze malevole, borsaioli e l’ira di un duca diabolicamente attraente, riuscirà la nostra eroina a trovare un marito?

sabato 18 maggio 2019

INTERVISTA A LORHAINNE ECKHART

Abbiamo il piacere di condividere con Voi, l'intervista che l'autrice Lorhainne Eckhart ha concesso al nostro blog (Intervista e traduzione a cura di Eugenia Franzoni e Elena Selmi):


Con personaggi forti e imperfetti, con i quali ci si può confrontare, l’autrice bestseller secondo USA Today e il New York Times, Lorhainne Eckhart, scrive il tipo di libri che desidera leggere. Si classifica spesso fra i migliori 100 autori di best-seller in diversi generi, e il suo secondo libro pubblicato, Il bambino dimenticato, non fa eccezione. Con quasi 900 recensioni su Amazon, questo libro si è rivelato un successo tale che Eckhart ha deciso di renderlo una serie. In questa intervista, ci racconterà come ha avuto l’ispirazione di creare Il bambino dimenticato e ci parlerà della sua personale esperienza di madre di un bambino autistico. 

Spiegaci brevemente di cosa parla Il bambino dimenticato.

Il bambino dimenticato è un romanzo che ho scritto all'inizio della mia carriera; è il mio secondo libro, dopo il mio primissimo romanzo, che ho riscritto con un nuovo titolo, Saved, dopo averne riacquistato i diritti. Il bambino dimenticato è una storia completamente diversa da qualsiasi altra avessi scritto prima, un genere western-romance che narra di una donna che trova la forza, un bambino che trova amore e sostegno e una famiglia che guarisce. È una storia d’amore complessa.

Hai creato dei personaggi che sono forti ma allo stesso tempo imperfetti; perché ritieni che questo aspetto sia così importante?

I personaggi forti e imperfetti rappresentano meglio la realtà e sono ciò che conosco: le imperfezioni, le battaglie della vita, il buono e il cattivo, come affrontiamo il quotidiano e tutto ciò che ci si scaglia contro nel cammino. La mia battaglia potrebbe essere diversa da quelle di altri ed è proprio questo a rendere le persone interessanti, quantomeno nella mia testa. Spesso racconto personaggi e situazioni disagiati, nei quali posso rispecchiarmi, mostrandoli nelle loro imperfezioni, oppure rappresento le scelte e le battaglie della vita, delle quali molti preferiscono non parlare. Anche gli eroi spesso si trovano in situazioni in cui le loro scelte potrebbero essere considerate criticabili da alcuni, imperdonabili da altri e fare arrabbiare molti. Ma è più facile identificarsi con un eroe che è fedele a se stesso e che riesce a superare le sue barriere più profonde e oscure.

I lettori dicono che Il bambino dimenticato è un vero romanzo strappalacrime; si tratta di una scelta voluta?

Non ho mai scritto qualcosa di strappalacrime di proposito. Piuttosto, ho raccontato una situazione, con tutto il buono e il cattivo che la caratterizza. Credo che siano state le battaglie della mia vita reale a farsi strada nel mio libro e a toccare così tante persone.

Uno dei tuoi figli ha l’autismo. Quanto hai messo in questo libro delle tue esperienze personali?

Avendo un bambino con l’autismo, ho vissuto sulla mia pelle tutte le prove e gli ostacoli che esistono ancora oggi, perché negli anni mi sono vista chiudere in faccia tantissime porte. A questa situazione, si aggiungono dei professionisti che, per quanto possa sembrare sorprendente, ancora non hanno acquisito piena consapevolezza di cosa significhi l’autismo. Ho imparato in prima persona che i genitori devono diventare i portavoce dei propri figli affinché questi ottengano l’aiuto che necessitano.

Nonostante siano stati fatti notevoli progressi in quest’ambito, sono ancora molti i fraintendimenti. Le avversità, la divisione, l’intolleranza e i pregiudizi sono ancora marcati e i fondi stanziati sono insufficienti a coprire gli ingenti aiuti necessari. Diversi genitori si ritrovano abbandonati, ma questa non è stata solo la mia personale esperienza. Avere un bambino con l’autismo mi ha fatto entrare in una comunità di genitori che stavano percorrendo un percorso simile. Alcuni combattono per i propri figli, altri no; ed è così che il percorso si conclude.

L’unica cosa che abbiamo in comune è la diagnosi, che comunque è universale e non dipende da paese, confine, genere o razza. Ogni famiglia è diversa; ci possono essere dei momenti duri e delle battaglie da combattere, e non è la stessa cosa per tutti i figli o i i genitori. Noi sopportiamo le critiche e affrontiamo i conflitti grazie al supporto di amici, professionisti, altri membri della comunità e della famiglia; ci chiediamo cosa dovrebbe accadere o cosa avremmo potuto o dovuto fare. Questo può causare un dolore immenso a una famiglia che sta già combattendo una battaglia di queste dimensioni.

Il bambino della storia è solo uno di quelli affetti da autismo e, come molti genitori di figli autistici sanno, se capita di incontrare un bambino affetto da autismo, ne avremo incontrato solo uno! Ogni bambino autistico è diverso dall'altro, ma così tanti hanno una caratteristica in comune: purtroppo, sono spesso le loro madri a dover fare dei sacrifici per garantire loro l’aiuto di cui hanno bisogno. Ogni donna si sente molto sola in questa battaglia, a causa dell’ignoto, dell’incertezza, del non avere le risposte e, siamo realisti, molti uomini crollano emotivamente. Solo in casi molto rari un uomo si fa avanti e decide di battersi per suo figlio ed essere parte attiva della soluzione. Molte madri, senza rendersene conto, finiscono per ricoprire il ruolo anche di padre. È una triste realtà, e la mia storia ha toccato molte di queste questioni.

Il bambino dimenticato in lingua originale ha quasi 900 recensioni su Amazon; cosa credi che abbia reso questo libro un tale successo?

Quando Il bambino dimenticato si è classificato fra i bestseller di Amazon nel 2013 e ci è rimasto per due anni, ho capito che i fan si ritrovavano in questa storia. Il bambino dimenticato ha colpito i lettori in un modo che non mi immaginavo. Come dire a un uomo che c’è qualcosa che non va nel suo bambino? Solo questo sembrava riecheggiare fra i moltissimi lettori che sono stati toccati dall'autismo in qualche modo, che sia attraverso un figlio, un nipote o un altro membro della famiglia. Come si ripercuote sulla stessa e sulla relazione di coppia? La distruggerà o la renderà più forte?

Sapevi dall'inizio che questo libro sarebbe diventato una serie?

Il bambino dimenticato è stato scritto come titolo a sé e non avevo pensato di scrivere un seguito o di proporre la famiglia Friessen come serie, finché le recensioni e le mail dei fan hanno iniziato ad arrivare in numeri incredibili.

È stato quasi un anno dopo che ho iniziato a scrivere ciò che adesso è diventata una delle serie preferite dai fan a livello mondiale; presenta ai lettori la dinamica, potente e solida famiglia Friessen, con tre fratelli, un cugino, le loro mogli e i bambini. La serie di storie adesso comprende ventidue romanzi e novelle che hanno fatto innamorare i lettori, impedendo loro di poterle dire addio.

Cosa uscirà a breve? Abbiamo appena pubblicato Il bambino dimenticato ma il secondo libro della serie, Un bambino e un matrimonio, è già stato tradotto in italiano, uscirà su tutti gli store a partire dal 7 Giugno 2019 ed è già disponibile in preordine. È possibile rimanere aggiornati su tutte le mie uscite iscrivendosi alla mia newsletter: 
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Come dire a un uomo che c’è qualcosa che non va nel suo bambino?

— “Eccellente, non c’è altra parola per definirlo; ti stringe il cuore, te lo scalda, ti stringe lo stomaco, è ben scritto e ben pensato. Lo rileggerei altre mille volte.” — Maureen
— BLACK RAVEN’S REVIEWS — “La signora Eckhart ha dato forma a una storia deliziosa, con personaggi accattivanti, abbastanza drammatica da essere degna di un film di Hallmark, e caratterizzata da un amore così incondizionato da durare una vita intera.” — 5 Stelle per Ravens e Lettura Consigliata da AJ! —
— “Non mi aspettavo di innamorarmi tanto dei quattro protagonisti, ma ‘’Il bambino dimenticato’ è un libro sorprendente, non solo per una fan delle storie d’amore come me, ma anche per un genitore single, che abbia o meno un bambino affetto da autismo.” — Recensione — Adria

Ne IL BAMBINO DIMENTICATO, Brad Friessen non cerca un nuovo amore, ma trova una donna che capovolge il suo amaro mondo solitario e lo tocca come nessun’altra avrebbe potuto.


Emily Nelson esce da un triste matrimonio senza amore e deve ripartire da sola. Risponde a un annuncio per cuoca e babysitter di un bambino di tre anni in un ranch locale. Il proprietario del ranch, Brad Friessen, la assume e la fa trasferire lì insieme a sua figlia. Ma, presto, Emily scopre che c’è qualcosa che proprio non va in quel bambino, mentre l’uomo dal carattere difficile e solitario che l’ha assunta non si accorge del comportamento e del ritardo di suo figlio. Emily fa delle ricerche, finché non incappa in ciò che sospetta siano lievi segnali di autismo. Deve dirglielo, dargli conforto e aiutarlo a venire a patti con questo disordine neurologico, affinché prenda i provvedimenti necessari per garantire a suo figlio l’aiuto di cui ha bisogno.
Quando le loro vite si intrecciano, l’attrazione è inevitabile: fra loro nasce una relazione. Ma, proprio mentre si stanno avvicinando, Crystal, l’ex moglie di Brad, ritorna dopo due anni che aveva abbandonato la famiglia.
Crystal deve avere un piano, in quanto riesce in qualche modo a prendere il sopravvento e a creare un cuneo nel legame emotivo che si è forgiato tra Brad, Emily e i bambini. I livelli a cui Crystal si spinge, le bugie e l’avidità solo per tenersi ciò che crede sia suo, la rendono a dir poco fredda e calcolatrice. Brad combatte per salvare il suo bambino e proteggere la sua attività, e lotta per la sua più grande rinuncia, Emily, e per la domanda che lo tormenta: l’ha persa per sempre?

"Un bambino e un matrimonio" è il seguito della commovente storia de 'Il bambino dimenticato' - Eddy Allen
"Stai bene, Emily?"
 "Brad, hai cambiato idea? Non vuoi più sposarmi?" La sua voce suonava distaccata, in modo insolito, come fosse una piccola bambina smarrita. Le faceva male la gola, mentre lottava per respingere le lacrime, e sentiva che il suo sogno di vivere una favola le veniva strappato dalle mani.
Sposarsi e avere un bambino; per Emily e Brad è tutto perfetto, o almeno così pensano, fino a quando una sorpresa inaspettata non mette a repentaglio la loro giornata di gioia.
"Un bambino e un matrimonio": bellissimo!
- Per essere un romanzo breve, è stato difficile metterlo giù.
Debra Wheat
- Una bella storia d'amore, e qualche ostacolo sul cammino dei protagonisti che rende loro difficile sposarsi...
Luv2Read
Questa serie è semplicemente fantastica. Temevo che qualcosa andasse storto a Emily e non riuscivo a smettere di leggere.
Insegnante 1


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With flawed strong characters, characters you can relate to, Lorhainne Eckhart writes the kind of books she wants to read. She is frequently a Top 100 bestselling author in multiple genres, and her second book ever published, The Forgotten Child, is no exception. With close to 900 reviews on Amazon, this book was such a hit that Eckhart decided to make this into a series. As our Author of the Day she tells us more about what inspired the creation of The Forgotten Child and talks about her own experiences as the mother of a child who suffers from autism.

Please give us a short introduction to what The Forgotten Child is about.

The Forgotten Child is a romance I wrote at the beginning of my career, the second book after my very first published novel, which I rewrote and retitled Saved after the rights reverted to me. The Forgotten Child was a far different story than I had ever written, a western romance about a woman finding her strength, a child finding love and support, and a family finding healing. It’s a complicated love story.

You create strong characters who are also flawed - why do you find this important to do?

Strong, flawed characters are what life is about, and they’re what I know—the imperfections, life’s struggles, good and bad, how we all deal with life and everything it tosses our way. What my struggle is may be far different from yours, which is what makes people, in my mind, interesting. I often write about uncomfortable situations and characters I can relate to, showing them as real flawed people, as well as life decisions and struggles that many don’t want to talk about. Even heroes often find themselves in situations where the choices they make will be considered despicable by some, unforgiveable by others, and will anger many. Except a hero who is truer to life and can overcome his or her deepest, darkest obstacles is far more relatable.

Readers say that The Forgotten Child is a real tear jerker - was this intentional?

I never sat down to intentionally write a tear jerker. Instead, I wrote about a situation, the good and the bad. I believe it was the real-life struggles that found their way into this book that touched so many people.

One of your kids has autism. How much of your own experiences have you written into this book?

Having a child with autism, I’ve experienced all the trials and obstacles still in place today and have faced very real closed doors. Add in professionals who surprisingly still do not understand autism, and I’ve learned firsthand that parents must become their children’s advocates to get them the help they need.

Although much progress has been made in the field, so much is still misunderstood. There’s still so much adversity, division, intolerance, judgements, and little to no funding for much needed help. A number of parents find themselves alone, but this wasn’t just my own experience. Having a child with autism brought me into an entire community of parents who were walking a similar path. Some fight for their children, and others do not, and that’s where the path ends.

The only similarity we have is the diagnosis, which, by the way, is universal and not limited to countries, borders, genders, or races. Every family is different. There can be hard times and challenges, and it’s not the same for every parent and child. We endure criticism and face conflicts with friends, family, professionals, and others in the community over what needs to happen, what we could or should have done. This can inflict so much pain on a family that’s already struggling.

The little boy in the story is just one child with autism, and as many parents with an autistic child are aware, if you’ve met one child with autism, you’ve met only one! Each child with autism is as different as the next, but so many share one commonality: Unfortunately, it often falls to mothers of autistic children to make sacrifices to get their children the help needed. Each woman feels so very much alone in her struggle, because of the unknown, the uncertainty, not having the answers—and, let’s be realistic, many men will emotionally check out. Only in rare cases will a man step up and be the one fighting for his child, be a part of the solution. Many mothers inadvertently end up falling into the role of being both mother and father. It is a sad reality, and this story really did touch on a lot of these issues.

The Forgotten Child has close to 900 customer reviews on Amazon - what do you think made this book such a great success?

When The Forgotten Child hit the bestseller list on Amazon in 2013 and stayed there for two years, I realized fans were relating to the story. The Forgotten Child touched readers in a way I didn’t expect. How do you tell a man there’s something wrong with his child? That alone seemed to resonate with so many readers who have been touched by autism in some way, whether through a child, a grandchild, or another family member. How does it relate to a family, to a relationship? Will it destroy it or make it stronger?

Did you know from the start that you were going to make this into a series?

The Forgotten Child was written as a standalone title, and I did not consider writing a sequel or introducing the Friessen Family as a series until the reviews and emails started flooding in from fans.

It was nearly a year later when I began writing what has now turned into a worldwide fan favorite series, which introduced readers to the dynamic, powerful, close Friessen family, with three brothers, a cousin, their spouses, and their children. The series of stories now spans twenty-two novels and novellas that fans have fallen in love with and just don’t want to say goodbye to.


What am I now working on? I’ve just finished writing the Parker Sisters, a series that spans five books and five sisters, set in Wyoming, another big family saga. But, as I promised my fans earlier in the year, the Friessens will return in October 2017 with not just one book but a series, the Friessen Family, with new stories, more complications, and a brand-new generation.