martedì 31 ottobre 2017

TRADUTTORI: LORENZA BRAGA

Abbiamo il piacere di condividere con Voi, l'intervista che la traduttrice Lorenza Braga ci ha concesso.


Ciao Lorenza, grazie per aver accettato il nostro invito. Raccontaci il tuo percorso di studi.

Mi sono laureata in Lingue e Letterature straniere all’Università Ca’ Foscari di Venezia, con una tesi in letteratura angloamericana. Poi ho intrapreso altri percorsi e lavorato in altri settori, ma il mio amore per la letteratura è sempre stato così forte che mi ha spronato a cambiare vita e quindi, diversi anni dopo la laurea, ho deciso di frequentare un corso specifico di traduzione editoriale, il corso Tradurre la letteratura presso la Fondazione San Pellegrino di Misano Adriatico, che mi ha dato le basi per trasformare in un lavoro a tempo pieno quello che fino a quel momento era stato quasi solo un hobby.

Come è nato il tuo amore per la traduzione?

In realtà è cominciato molto presto, già alle medie mi dilettavo a tradurre i testi delle mie canzoni preferite, in modo da poterle cantare in italiano ma rispettando ritmo e significato. Poi un giorno, nei primi anni delle superiori, stavo leggendo un romanzo di Stephen King, quando mi imbattei in un’incongruenza. Ora non ricordo né il romanzo né il dettaglio, ma so che era un particolare troppo italiano per l’ambientazione americana della storia. Così ebbi una folgorazione: quello che stavo leggendo non era il “vero” romanzo di Stephen King, ma quello che aveva scritto il suo traduttore. Da lì ho iniziato a prestare molta più attenzione alle traduzioni, ai nomi dei traduttori, a controllare se c’erano nomi di traduttori ricorrenti che incontravo nei romanzi che più mi piacevano. Ancora non sapevo che sarei finita a tradurre anch’io, ma quella porta si era aperta.

Come è iniziato il tuo lavoro di traduttore editoriale? Ricordi qual è stato il primo libro che hai tradotto?

In realtà ho iniziato con i fumetti. Collaboravo già con una casa editrice come adattatrice testi e a un certo punto mi proposero anche una traduzione. All’epoca era un lavoro saltuario, che consideravo poco più di un hobby, ma mi è servito come punto di partenza.
Il primo romanzo che ho tradotto, invece, è stato Prigioniera del cavaliere di Meriel Fuller, uno storico della collana Grandi Romanzi Storici di Harlequin Mondadori (ora diventata HarperCollins Italia). Non è certo un capolavoro, ma ci sono molto affezionata.

Acquisti i libri che traduci? E che sensazione provi quando vedi il tuo nome in qualità di traduttrice?

In genere non li acquisto perché un paio di copie le ricevo dalla casa editrice, come da contratto. Però mi è capitato di comprarne da regalare ad amici e parenti, che erano curiosi di leggere i miei lavori. La sensazione di vedere il mio nome indicato come traduttrice è indescrivibile. Non ho figli, ma ogni volta che lo vedo, specie con AmazonCrossing che indica il nome del traduttore in copertina, provo quello che forse è l’orgoglio di un genitore. Per questo, scherzosamente, mi piace chiamare le mie traduzioni “i miei pargoli”.

Preferisci una traduzione più letterale o creativa? O un mix delle due a seconda dei casi?

Non c’è una traduzione che preferisco, è il tipo di romanzo a richiedere di volta in volta un approccio più letterale o uno più creativo. L’ideale è sempre un buon compromesso tra aderenza alla lingua originale e fluidità della resa in italiano, ma non sempre è possibile, soprattutto se ci sono giochi di parole o sfumature impossibili da rendere. Allora è inevitabile preferire una traduzione libera e creativa, perché prevale l’esigenza di mantenere l’effetto che l’autore aveva avuto intenzione di suscitare nel lettore, anche se la resa stravolge il testo. E ovviamente, la correttezza in italiano deve sempre avere la precedenza sulla traduzione troppo letterale.

Raccontaci un aneddoto, bizzarro, incredibile legato al tuo lavoro.

Credo che l’episodio più bizzarro sia stato proprio il mio esordio. Era appena uscita l’edizione italiana di un manhwa che amavo moltissimo, che avevo già letto in edizione inglese e anche francese, e pure in traduzioni amatoriali. Nella versione italiana c’erano un sacco di imprecisioni, si percepiva che chi l’aveva tradotto l’aveva fatto in maniera meccanica, superficiale, senza approfondire la terminologia più adatta al tema e all’ambientazione. Ho quindi scritto alla casa editrice, segnalando tutti i punti che secondo me andavano riveduti e migliorati nel volume successivo. La mia lettera era così appassionata che mi hanno risposto proponendomi di curare l’adattamento testi del successivo. E così ho iniziato a collaborare con loro.

Hai tradotto alcune autrici come Terri Osburn, Tracy Brogan, Elle Casey, Brenda Joyce, Elizabeth Boyle, Eva Leigh e tante altre. Hai mai avuto la possibilità di chiacchierare con qualcuna di loro?

No, in genere non ho alcun contatto con le autrici che traduco. A volte mi capita di trovare dei punti poco chiari, ma di solito mi confronto con la mia editor e risolviamo insieme i dubbi, senza interpellare le autrici.

Riguardo alle traduzioni qual è il tuo genere preferito? C'è un genere che non accetteresti mai di tradurre? E perché?

Ovviamente amo i romance, altrimenti non li tradurrei perché a volte tendono a essere ripetitivi, quindi se è un genere che non piace, diventa pesante lavorarci tutti i giorni. Di solito preferisco i romanzi frizzanti, quelli che hanno dialoghi brillanti e battute complicate da rendere, perché presentano una sfida che dà molta soddisfazione se si riesce a riprodurre l’effetto anche in italiano. Da lettrice amo molto anche i romanzi fantasy, l’horror e la fantascienza, ma non mi è mai capitato di tradurne, quindi non so come me la caverei. Invece vorrei evitare i gialli, ma solo perché non ne leggo molti e quindi non padroneggio bene il linguaggio tipico del genere.

Sappiamo che lavori come traduttrice per la HarperCollins Italia e che hai lavorato come co-traduttore per la Piemme. Molti traduttori sognano di poter lavorare per una grande casa editrice italiana ma pare sia molto difficile (se non impossibile essere presi in considerazione). E' davvero così? Come ci sei riuscita?

A dire il vero per me non è stato poi così difficile, ma si è trattato più che altro di un colpo di fortuna. Ho partecipato a un concorso di traduzione indetto dalla HarperCollins Italia (che all’epoca era ancora Harlequin Mondadori) e ho ricevuto la menzione d’onore. Come premio mi è stata proposta la traduzione di un romanzo, la traduzione che ho consegnato è piaciuta e ho quindi iniziato a collaborare con loro in maniera continuativa. Per la Piemme si è trattato di farsi trovare nel posto giusto al momento giusto. C’erano tempistiche strette di consegna, a ferragosto, e un solo traduttore non sarebbe bastato, così l’agenzia di traduzione che si occupava del progetto ne ha affidato una parte a me perché aveva apprezzato la mia prova e io ero disponibile per farmi carico del lavoro nei tempi richiesti.

Girovagando per la rete si trovano degli articoli in cui si suggerisce ai traduttori di fare una proposta editoriale a un editore. Pensi sia davvero una buona idea farlo oppure si rischia il tipico "Grazie, le faremo sapere."? Ne hai mai fatta una? Se sì, è stata accolta? Se no, conosci qualcuno che ce l'ha fatta?

Non ne ho mai fatta una e non credo di farne a breve. Di solito le case editrici sono ben al corrente del trend editoriale futuro e di tutte le novità degli altri mercati stranieri, è molto difficile imbattersi in un capolavoro che sia sfuggito all’attenzione degli scout. Forse può funzionare nel caso di lingue poco conosciute, ma non certo per i romanzi in inglese. Conosco alcuni colleghi che ne hanno fatte e qualcuna è stata accolta, ma sono casi particolari e di solito sono proposte ben mirate, rivolte a case editrici medio piccole.

Lavori anche come traduttrice per AmazonCrossing. Sappiamo che hanno una sezione dove è possibile caricare il proprio CV ma c'è anche la possibilità di essere contattati direttamente da loro. Raccontaci la tua esperienza.

La mia collaborazione con AmazonCrossing è un po’ atipica perché non ho caricato il mio CV sulla loro piattaforma né sono stata contattata direttamente, ma lavoro con loro tramite un service editoriale, che funge da intermediario. Di solito mi propongono dei romanzi, faccio una prova di traduzione per vedere se la mia è la “voce” giusta per il romanzo e, se la mia prova piace, mi assegnano il lavoro. Una delle cose che apprezzo di più di AmazonCrossing è il nome del traduttore in copertina, un’attenzione al nostro lavoro che ben poche case editrici italiane ci riservano.

Sei stata anche traduttrice e adattatrice testi per la Flashbook Edizioni. Come lo sei diventata e cosa comporta lavorare su un manga rispetto alla traduzione di un romanzo?

Lo sono diventata con l’aneddoto che ho raccontato prima, dimostrando interesse per il loro lavoro e amore per i manga che pubblicavano. Tradurre fumetti o romanzi sono due cose diverse, ognuna con le sue particolarità, ma che hanno anche alcuni punti in comune. Nei fumetti hai una gabbia da rispettare, non puoi eccedere in frasi troppo lunghe che non ci starebbero nei baloon, anche gli a capo delle parole diventano importanti. In più c’è la difficoltà di associare un testo alle immagini. Se c’è un gioco di parole che in italiano si traduce in un certo modo, ma che poi non c’entra nulla con quello che è raffigurato nella vignetta, devi trovare un modo diverso di renderlo, a costo di stravolgere quello che c’era nell’originale. Ma imparare a rendere bene i dialoghi nei fumetti mi ha aiutata tanto a migliorare anche la mia resa dei dialoghi nei romanzi.

Negli ultimi anni stiamo assistendo anche alla pubblicazione di libri stranieri in italiano senza il classico editore. Sono gli autori stessi che contattano un traduttore oppure usano Babelcube. Hai mai sentito parlare di questo fenomeno e in particolare di Babelcube? Si tratta di una piattaforma che mette in contatto autori e traduttori. Tutti lavorano con le royalties. Accetteresti di iscriverti? Se no, perché?

A Babelcube mi sono iscritta diverso tempo fa, quando era ancora agli esordi, per curiosità, per capire che tipo di mercato ci potesse essere, e per capire come funzionava, ma non ho mai contattato nessuno per propormi come traduttrice perché ritengo che lavorare esclusivamente con le royalties non sia sufficiente come introito. Magari mi sbaglio, magari si può guadagnare bene, ma trovare il romanzo giusto che abbia buone possibilità di coprire il costo del mio lavoro come traduttrice è davvero difficile. In più, per quanto io mi impegni per consegnare traduzioni al meglio delle mie capacità, so che è necessario un lavoro di revisione, che spesso manca nelle traduzioni di Babelcube e questo fa arrivare sul mercato traduzioni scadenti, molto letterali, a volte con palesi errori di comprensione o di grammatica e sintassi italiana. Può essere però un buon trampolino per esordienti, per farsi un po’ le ossa e costruirsi un CV. Ma se manca la figura di un revisore, manca anche un punto di riferimento che possa insegnarti quali errori evitare e come migliorarti, cosa che per me è stata essenziale all’inizio e lo è tutt’ora. Credo che prenderei in considerazione di lavorare con Babelcube solo per arrotondare in tempi in cui il lavoro scarseggia, cosa che, lavorando da freelance, ogni tanto capita.

Se questo tipo di pubblicazione diventasse sempre più diffuso, pensi che gli Editori non avrebbero più ragione di esistere o rimarrebbe solo una pubblicazione alternativa?

Penso invece che l’editore rimanga una figura importante, un filtro necessario tra gli autori e il pubblico per presentare prodotti confezionati al meglio. Certo, con la crisi dell’editoria forse non tutti gli editori lavorano come si dovrebbe e ci ritroviamo con libri tradotti male, pieni di refusi e poco curati anche in libreria, ma in linea di massima l’editore dovrebbe essere una figura che garantisce un certo livello di qualità. Inoltre conosco tantissime persone che tutt’oggi non leggono e-book o che comprano esclusivamente in libreria, quindi ritengo che ci voglia ancora molto tempo prima che l’auto-pubblicazione soppianti totalmente l’editoria tradizionale.

E per concludere, quali sono i tuoi progetti futuri?

Per i progetti a breve termine, consegnare entro le scadenze delle buone traduzioni dei romanzi che mi sono già stati assegnati quest’anno, per il lungo termine invece voglio continuare a migliorarmi, magari con dei corsi di aggiornamento o seminari specifici, perché in questo lavoro non si finisce mai di studiare e imparare.

sabato 1 aprile 2017

TRADUTTORI: PAOLO COSTA

Abbiamo il piacere di condividere con Voi, l'intervista che il traduttore Paolo Costa ha rilasciato alla nostra Shanmei.


Benvenuto Paolo, parlaci di te, raccontaci il tuo percorso di studi.
Ciao, grazie a te per avermi dato la possibilità di dire la mia!
Ho iniziato il mio percorso di studi seguendo il mio amore per la letteratura e le culture straniere. Ho avuto le idee chiare sin da subito: avrei studiato lingue e letterature, con l'intenzione di lavorare come traduttore per una casa editrice, o comunque di muovermi sempre nel campo dell'editoria.
Sin dalla prima media ho studiato tre lingue (inglese, francese e spagnolo) frequentando una classe sperimentale in cui si restava a scuola anche nel pomeriggio. Da lì ho scelto di frequentare il licelo linguistico qui a Trapani, per non perdere l'abitudine di saper parlare e leggere tre lingue diverse. I cinque anni del liceo mi hanno portato a dove sono adesso: un semplice studente di Mediazione Linguistica e Culturale all'Università degli Studi di Palermo.

Come è nato il tuo amore per la traduzione?
Be', dal momento che ho sempre avuto una strana fissazione per i libri e la letteratura straniera, posso dire che il mio amore è iniziato nel momento in cui decisi di provare a leggere i libri in lingua originale. Chiaramente, una lettura di questo tipo richiede sempre una “traduzione”, seppur mentale. Rendendomi conto che leggere in lingua era un'attività più o meno semplice per me, decisi di unirmi per poco tempo ad un gruppo di traduzioni amatoriali, poi ad un gruppo di sottotitolaggio di serie televisive o d'animazione. Infine eccomi qua, traduttore freelancer per diversi autori stranieri.

Come è iniziato il tuo lavoro di traduttore? Quale è stato il primo testo che hai
tradotto?
Se parliamo di lavoro vero e proprio, ho iniziato a Luglio dello scorso anno, firmando il primo contratto su Babelcube proprio il giorno del mio esame orale di maturità.
Tornando indietro nel tempo, per quanto riguarda la traduzione amatoriale, ho cominciato nel 2015 circa traducendo per conto mio il romanzo fantasy “Uprooted” di Naomi Novak. Assieme ad un gruppo di traduzioni amatoriali, lavorai ai primi capitoli del thrille paranormale “Jackaby” di William Ritter.

Hai fatto traduzioni per Case Editrici, Agenzie di marketing o pubblicità?
No, non ho mai avuto il piacere di lavorare per una CE vera e propria, nonostante i vari
tentativi di inviare il mio curriculum e farmi notare. Chissà, forse un giorno avrò anch'io la mia occasione.


Sappiamo che traduci autori stranieri che poi si auto-pubblicano in italiano. Come è
nata questa idea? Quali opere hai tradotto fino ad oggi? E perché le hai scelte?
Proprio così, ho deciso di tradurre per conto di autori stranieri che si sono auto-pubblicati sia in America che in Italia.
L'idea è nata leggendo diverse opinioni al riguardo su pagine e gruppi Facebook. Sentivo parlare tanto di siti come Freelancer e Babelcube, ma non ho mai prestato molta attenzione. Col tempo però, cominciai a sviluppare una certa voglia di mettermi in gioco e seguire finalmente la strada dei miei sogni. Mi sono iscritto su Babelcube e da lì è stato un attimo: ho trovato molti libri interessanti, ma quelli che ho scelto hanno catturato la mia attenzione per le recensioni positive su Goodreads e la trama accattivante. Confesso che anche una copertina affascinante ha il suo ruolo, nella scelta.
Ho tradotto “Oscure Discendenze” di A.R. Cooper e “La Leggenda degli Occhi Blu” di Kristin McMichael, nel frattempo sto lavorando anche a “Ossa e Corallo” di Tiffany Daune, vincitrice del premio Watty's Award 2016.

Hai riscontrato difficoltà nel far accettare agli autori questo nuovo modo di pubblicarsi in paesi stranieri o ne avevano già sentito parlare?
Devo ammetterlo, prima di cominciare a tradurre e dopo aver finito la traduzione di
“Oscure Discendenze”, avevo già provato a mettermi in contatto con altri autori sia per e-mail che tramite le loro pagine Facebook. C'erano molti libri che avevano catturato il mio interesse, su Goodreads, così avevo provato ad accaparrarmi quelli per primo.
Alcuni autori sono stati veramente difficili da convincere: non avendo fiducia nei traduttori
freelancer e non conoscendo l'editoria italiana, hanno preferito tirarsi indietro e non li biasimo per questo.
Molti altri autori, invece, non avevano mai sentito parlare di questa possibilità e, incuriositi, mi hanno chiesto come funzionasse e cosa avrebbero dovuto fare. Ho apprezzato molto la loro curiosità, per me era già un grande onore aver ricevuto una risposta, positiva o negativa che fosse.

Se questo tipo di pubblicazione diventasse sempre più diffuso, pensi che gli Editori non avrebbero più ragione di esistere o rimarrebbe solo una pubblicazione alternativa?
Spero, in cuor mio, che l'editoria continui ad esistere e prenda la decisione di migliorare
parecchio. Qui in Italia molte cose non funzionano, per come la vedo io, ma non mi sembra
il caso di arrivare a cancellare definitivamente l'editoria italiana per fare avanzare il mondo
del self-publishing internazionale.

Quanto tempo serve per portare a termine la traduzione di un romanzo?
Penso che la questione del tempo sia una cosa puramente soggettiva, ma in media ci vorranno due o tre mesi per consegnare una traduzione, se non si ha altro da fare nel frattempo.
Per esperienza personale, posso dire che mi ci sono voluti quattro mesi per finire un romanzo, tra diverse pause per vacanza o per studio, mentre per un altro libro ci sono voluti soltanto due mesi di vacanze natalizie per completarlo come si deve.

Tradurre è il tuo lavoro principale, o fai altre attività?
No, tradurre non è un lavoro vero e proprio per me, soprattutto ora come ora. Sono uno studente e sono disoccupato, anche se spesso ho lavorato in diversi ristoranti e cerco di afferrare qualsiasi occasione mi si pari davanti.

Preferisci una traduzione più letterale o creativa? O un mix delle due a seconda dei
casi?
Preferisco un misto tra le due, senza però lasciare che la traduzione cancelli molte frasi
(com'è già successo con molte case editrici famose) o che ne cambi il significato per
renderlo più “adatto” ad ogni tipo di lettore.

Esistono penali in caso di mancata consegna del lavoro nei tempi stabiliti? Ti è mai
successo di incorrervi?
Stando ai termini e condizioni di Babelcube, il sito tramite cui lavoro, sì.
Ci sono un sacco di penali: se l'autore decide di non assumerti più, se l'autore dovesse cancellare la pubblicazione del libro, se il traduttore decidesse di tirarsi indietro e se il
traduttore dovesse fare ritardo con la consegna.
Per fortuna non mi è mai capitato di finire in queste situazioni, e spero non capiti mai né a me, né agli altri colleghi traduttori... Sarebbe una bella batosta!

E veniamo al tasto più dolente, i pagamenti. Come ti tuteli dai committenti morosi?
Sono una persona molto flessibile, per fortuna. Se incappo in ritardi nel pagamento, riesco a resistere e stringo i denti, facendo forza poche volte ma sufficienti per avere quello che mi spetta.
Non mi è mai capitato di svolgere un lavoro gratuitamente o di incappare in una truffa, per questo mi ritengo fortunato, ma credo che in quel caso si dovrebbe semplicemente passare alle maniere “più forti” e agire, anche se conoscendomi non darei chissà quale peso alla faccenda.

Hai mai vinto premi dedicati a i traduttori?
No, e sinceramente neanche sapevo che esistessero! Questa cosa mi sorprende, ma proverò ad informarmi... Magari avrò il mio giorno buono, prima o poi.

Quale è l’ultimo libro che hai tradotto? Che difficoltà hai riscontrato?
L'ultimo libro tradotto è “La Leggenda degli Occhi Blu” di Kristin McMichael.
È un urban fantasy per adolescenti, quindi non ho incontrato grosse difficoltà. Spesso vengono usati slang giovanili, ma non è un problema insuperabile. L'unica grande difficoltà è quella di conciliare il proprio tempo, essendo uno studente e avendo lavorato a questa traduzione in piena sessione invernale all'Università.

Quale è il momento più bello per un traduttore?
A mio parere, il momento più bello è vedere l'opera completa e sapere che qualcuno la sta leggendo. La gente apre l'eBook o il cartaceo e, sulla prima pagina, vede anche il tuo nome. Non molti ci fanno caso, ma una volta che ci sei dentro anche tu, ti viene voglia di farlo notare a chiunque.
Personalmente, però, la soddisfazione più grande è stata vedere la cover italiana del libro che stavo traducendo. È lì che mi sono detto: “Cavolo, Paolo! Lo stai facendo davvero!”

Raccontaci un aneddoto, bizzarro, incredibile legato al tuo lavoro?
Non ho chissà che come aneddoto, ho avuto un'esperienza lavorativa abbastanza semplice e tranquilla fino ad ora.
Ho avuto un grosso fraintendimento con un'autrice, tramite uno scambio di messaggi in cui avevo capito che fosse anche lei omosessuale come me. Allora le scrissi: “Wow, team LGBT here!” ma lei mi disse che aveva usato il termine sbagliato per riferirsi alla sua migliore amica, ed io mi misi le mani in testa per la brutta figura.
Oltre a questo, mi capita spesso di notare autori che richiamano la mia attenzione su Twitter, dicendo ai propri lettori che vorrebbero me come traduttore. Purtroppo, essendo sommerso da romanzi su cui lavorare, non posso fare altro che rifiutare pubblicamente, anche se spesso mi dispiace tantissimo.

Quale consiglio daresti ad una persona che volesse intraprendere il lavoro di
traduttore?
Comincerei col dire che non è una strada facile e che non è tutto oro quel che luccica, a
partire dal trovare un lavoro per poi toccare il tasto dolente dei guadagni.
Un consiglio che darei, comunque, è quello di darsi da fare e cercare autori determinati a
spianare la loro strada anche in Italia e all'estero. A mio parere, non c'è sensazione migliore del sapere di aver lavorato ad un buon libro.

Quali sono i tuoi progetti futuri?
Dopo aver ricevuto i primi guadagni da “Oscure Discendenze”, aspetto la pubblicazione di “La Leggenda degli Occhi Blu” e nel frattempo sto lavorando al seguito, “Diventare una Leggenda”.
Da Maggio in poi sarò anche il traduttore di Tiffany Daune, con il suo romanzo “Ossa e Corallo”, il primo della serie Siren Chronicles che vedrà l'uscita dei due sequel nella prima metà del 2018.
Per la fine di quest'anno invece dovrei riuscire a lavorare ai prossimi volumi della serie The Shadow Bloodlines (“Legami Fatali” e “Sangue Antico”) e all'ultimo volume della serie Blue Eyes Trilogy (“Vincere la Leggenda”).

Non sapevo di essere un mutaforma, finché i cacciatori non mi hanno trovata... 
Quando la diciottenne Beth riceve un messaggio dal padre scomparso, avvertendola di non andare a scuola quel giorno, perché mai dovrebbe dargli ascolto? Ma quando degli sconosciuti si mostrano ad una delle sue lezioni, dandole la caccia e in cerca della sua morte, Beth deve fare i conti con la verità sui perché e su ciò che è realmente.
Amar è rimasto sepolto nella pietra per secoli. Desidera la libertà, ma solo il sangue di un mutaforma potrà renderlo libero. Dopo secoli bloccato nella forma di un gargoyle, dubita che sia rimasto qualcuno della sua specie. Eppure Beth lo trova, e qualcosa che va oltre la sua responsabilità di proteggerla inizia a riempirlo. Dovrà presto scegliere tra il dovere e l'amore.
Prima che l'ordine dei cacciatori la catturi, Beth e Amar dovranno trovare il padre mutaforma, affinché possano salvare le loro vite.

lunedì 27 marzo 2017

TRADUTTORI: STEFANIA PEZZATO

Abbiamo il piacere di condividere con Voi, l'intervista che il traduttore Stefania Pezzato ha rilasciato alla nostra Shanmei.

Benvenuta Stefania, parlaci di te, raccontaci il tuo percorso di studi.

Ciao a tutti! Mi chiamo Stefania Pezzato e abito in un paesino in provincia di Treviso, in Veneto.  Dopo un anno passato a studiare cose che non mi piacevano, ho cambiato città e studi, decidendomi di andare a Verona per studiare Lingue e culture per l’editoria. Posso dire con piacere che, sposando il mio interesse per l’inglese e quello per i libri, sia stata una delle esperienze più belle avute finora. Ho svolto anche un anno di servizio civile in biblioteca, e ora mi ritrovo con un lavoretto da bibliotecaria part time e tanto amore per i libri e la traduzione!

Come è nato il tuo amore per la traduzione?

Sinceramente? Risale a così tanto tempo fa’ e a così tanti motivi che non me lo ricordo! Di sicuro fin da piccola ho adorato leggere, ricordo che a 9 anni leggevo Jules Verne e tuttora mi perdo nell’enorme biblioteca di mia zia. Inoltre ho sempre avuto una buona inclinazione per le lingue, in particolare per l’inglese. Questo mi porta da molti anni a vedere film e telefilm il più possibile in lingua originale.

Come è iniziato il tuo lavoro di traduttrice? Quale è stato il primo testo che hai tradotto?

I primi testi da me tradotti sono stati dei sottotitoli di serie TV! Poi sono passata alla letteratura attraverso Babelcube.

Hai fatto traduzioni per Case Editrici, Agenzie di marketing o pubblicità?

No, non ho ancora avuto la fortuna di lavorare in questi campi, ma spero di poterlo fare in futuro!

Sappiamo che traduci autori stranieri che poi si auto-pubblicano in italiano. Come è nata questa idea? Quali opere hai tradotto fino ad oggi? E perché le hai scelte?

L’idea è nata quando ho scoperto il sito www.babelcube.com. Appena creato un profilo mi sono messa alla ricerca di libri piuttosto corti, che semplicemente mi permettessero di stabilire e rispettare più facilmente le consegne. In seguito mi sono resa conto che il filone che mi dava più soddisfazioni era quello culinario. Ora mi sono “specializzata” in libri di ricette e traduco principalmente quelli, ma, se vi posso svelare un segreto, ora come ora sto traducendo un libro che fornisce molti consigli su come guadagnare dal proprio blog (è stata la lettura di questo testo a portarmi a contattarvi e a spronarmi a farmi più pubblicità!).

Hai riscontrato difficoltà nel far accettare agli autori questo nuovo modo di pubblicarsi in paesi stranieri o ne avevano già sentito parlare?

Gli autori lo conoscevano già dato che è parte fondamentale della politica del sito.

Se questo tipo di pubblicazione diventasse sempre più diffuso, pensi che gli Editori non avrebbero più ragione di esistere o rimarrebbe solo una pubblicazione alternativa?

Penso che questo tipo di pubblicazione sia molto utile per gli autori che non riescono ad inserirsi nel mondo delle case editrici o che hanno uno stile o un genere particolare, sul quale gli editori esitano a scommettere.

Quanto tempo serve per portare a termine la traduzione di un romanzo?

Avendo un lavoro part time a turni, cerco sempre di non fare promesse che non sono in grado di mantenere, per questo scelto libri sotto le 10mila parole. Per ogni libro impiego al massimo 20 giorni.

Tradurre è il tuo lavoro principale, o fai altre attività?

Tradurre è il mio secondo lavoro, il mio primo lavoro è in una biblioteca.
  
Preferisci una traduzione più letterale o creativa? O un mix delle due a seconda dei casi?

Cerco di stare il più possibile sul letterale, a meno che questo non risulti poco chiaro o cacofonico.

Esistono penali in caso di mancata consegna del lavoro nei tempi stabiliti? Ti è mai successo di incorrervi?

Non saprei se esistono penali perché non mi è mai successo, come dicevo prima stabilisco sempre tempi che sono sicura di riuscire a rispettare! Di certo non voglio crearmi una cattiva nomea tra gli autori…!

E veniamo al tasto più dolente, i pagamenti. Come ti tuteli dai committenti morosi?

Babelcube.com mi paga ogni mese regolarmente la mia parte di diritti d’autore sui libri venduti, non ho mai avuto problemi!

Hai mai vinto premi dedicati a i traduttori?

No, ma non sarebbe male un giorno vincerne uno…

Quale è l’ultimo libro che hai tradotto? Che difficoltà hai riscontrato?

“Le nostre ricette disintossicanti & dimagranti per slow cooker” è l’ultimo libro che ho tradotto. Le principali difficoltà riscontrate riguardano la conversione di pesi e misure nel sistema metrico e la ricerca di verdure e semi particolari (sono abbastanza estranea all’ambiente vegano). Nel tradurlo ho imparato molte cose nuove.

Quale è il momento più bello per un traduttore?

Cinicamente potrei dire quando si vede un picco di vendite, o una recensione positiva. Ma per me il momento migliore è il vedere un feedback in cui il lettore afferma che il mio lavoro è stato utile per lui. È sempre bello aiutare gli altri con il proprio lavoro.

Raccontaci un aneddoto, bizzarro, incredibile legato al tuo lavoro?

Sembrerà stupido, ma quando ero alle prime armi e ho cercato il mio nome per la prima volta su Amazon mi sono stupita del fatto che uscissero alcuni dei miei libri!

Quale consiglio daresti ad una persona che vorrebbe intraprendere il lavoro di traduttore?

Armatevi di pazienza, preparatevi all’idea di lavorare molto e guadagnare poco, se potete cercate di fare scuole specifiche e prendere contatti nel mondo delle case editrici.

Quali sono i tuoi progetti futuri?

Penso di continuare a tradurre freelance per ora, dato che questo si concilia bene con il mio lavoro part time e mi permette molta flessibilità. Cercherò di scegliere libri validi, ma devo dire che ogni libro che ho tradotto mi ha fatto crescere e mi ha lasciato qualcosa dentro.

Perdete peso. Vivete sani. Risparmiate tempo.
La dieta chetogenica da enormi benefici per la perdita di peso e uno stile di vita sano. Ma uno dei principali vantaggi è il controllo che vi può dare sulle vostre abitudini alimentari. Questo è reso ancora più facile quando avete una raccolta di facili ricette da seguire.
I pasti presentati in "Facili e Saporite Ricette Chetogeniche per Crockpot" vi permetteranno di mangiare sani piatti a basso contenuto di carboidrati con la giusta proporzione di grassi, proteine e altri elementi nutrizionali vitali. Mangiando questi piatti vi aiuterà anche a stare lontani da abitudini alimentari poco salubri che minano le possibilità che perdiate peso.
Le grandi ricette contenute in questo libro sono tutte chetogeniche e possono essere cotte in una crock-pot (pentola a cottura lenta). Questo significa che oltre ad essere salutari, sono anche faicli e comode per le persone che non hanno molto tempo da dedicare alla cucina. Ottimo per quei giorni in cui sei impagnata, pigra o semplicemente stanca.
Inoltre, le vostre sessioni in cucina sono facilitate da istruzioni passo passo per ogni ricetta. La maggior parte delle ricette non richiedono cotture precedenti, quindi potete semplicemente mettere gli ingredienti nella vostra crock-pot e impostare il timer. Ci sono anche suggerimenti per preparare pasti più saporiti.
Dato che vi sono 50 ricette in questo libro, pianificando e usando la fantasia potete farlo durare due mesi (poi ricominciate da capo!). Non dovrete più sprecare tempo prezioso cercando in internet le ricette per preparare piatti per voi o la vostra famiglia.


La noia prende il sopravvento su, e si ritrova ad accettare l'invito a visitare la casa di un Master e del suo schiavo. Una cena imbarazzante e una dimostrazione di potere velocemente portano ad un pomeriggio inaspettato, mentre Jim riceve la sua prima lezione di BDSM.










Il NutriBullet è un fantastico estrattore per il cibo che non solo crea gustose ricette, ma vi permette anche di avere i massimi benefici per la salute dagli ingredienti che usate. Questo libro vi offrirà molte ricette di frullati sani e gustosi. I frullati contenuti in questo libro sono pieni zeppi di minerali, vitamine, antiossidanti, proteine e fibre. E, soprattutto, sono estremamente gustosi.
Nelle prossime pagine scoprirete un'ampia varietà di ricette di frullati. Ad esempio un frullato verde
che consiste solitamente di frutta fresca e verdure scure, ricche di foglie come il cavolo, gli spinaci, la bietola e il cavolo riccio. Bok Choy e Romaine sono altre ottime scelte per i frullati verdi. Troverete anche frullati molto cremosi. Usando frutti cremosi come banana, mango, kiwi e papaia avrete quella densità meravigliosamente cremosa nei vostri frullati. Potete anche usare avocado, mele, bacche, pere, pesche e ananas.
Troverete anche una varietà di basi liquide. Latte di cocco, mandorle e soia, così come lo yogurt e il latte possono essere usati come basi liquide. Per benefici alla salute usate semi di chia, di canapa odi lino, proteine e polvere di acai, olio di cocco, burro di mandorle o cacao.
Quando fate dei frullati, volete ottenere una mistura molto densa. Quindi, per ottenere un frullato
molto "frullatoso" e risparmiarvi dei frullati falliti, usate la formula 60/40. La formula 60/40 è
semplicemente 60% frutta e 40% verdura. Il grande vantaggio del NutriBullet è che è costruito in
modo da creare frullati dalla densità perfetta. Iniziate a fare i tuoi frullati usando il vostro NutriBullet per mescolare le vostre verdure con la baseliquida. Poi, aggiungete la vostra frutta e frullate ancora. Se volete più sostanze nutrienti, usate meno ghiaccio e sostituitelo con un frutto congelato. Se vi piacciono i frullati dolci potete addolcirlo usando frutta naturalmente dolce. In questo modo eviterete dolcificanti artificiali e zuccheri lavorati.


Volete cucinare come vostra madre o vostra nonna? Volete che i vostri pasti siano saporiti e profumati e che siano una perfetta combinazione di effetti visivi e olfattivi? Inoltre, volete mangiare una colazione o un brunch caldi, saporiti e fatti in casa, preparati senza sforzo e senza trascorrere ore in piedi vicino al fornello o al forno? Allora quello che dovete fare è procurarvi una Crockpot e cucinarvi dentro le ricette per Crockpot illustrate in questo libro, per avere colazioni e brunch estremamente facili ma gustosi e salutari .

Imparerete come cucinare pasti saporiti da acquolina in bocca, come lo stufato di uova, la quiche di verdure, le lasagne crockpot, panini con carne cotta nella vostra slow cooker e anche zuppe nutrienti. Questo libro vi mostrerà anche come preparare fantastiche colazioni dolci e piatti per il brunch nella vostra crockpot, come il porridge, la quinoa dolce, lo sfornato di mele e banane e molto altro ancora.

 


Questo libro contiene consigli efficaci e strategie che vi possono aiutare ad ottenere un corpo e una mente sani attraverso l'alimentazione intuitiva.


Verrete a conoscenza degli errori comuni commessi dalle persone che ricorrono al rimpinzarsi quando sotto stress, lutto o annoiate. Imparerete di più sull'alimentazione emozionale. Leggerete anche del perché la dieta non vi aiuterà mai a perdere peso.





 
A Natale, Kara Hayward stringe un patto con le sue amiche. Indosserà una fascia per capelli di vischio mobile finché un uomo non la bacerà.


Il problema è che adesso è San Valentino.


Kara sarà costretta ad indossare la fascia della vergogna per il resto dell’anno, o troverà Mr. Giusto in un posto inaspettato?





Julie ama tutto di Rob, fissato con il sesso orale, tranne la sua lingua – finché non sogna una Lingua Mostruosa.
Il mostro avvolge Julie con la sua lingua, e la sua carne umida le invade ogni orifizio. Lei prova a lottare, ma non può scappare, e presto capisce che deve solo rilassarsi e goderne. Poi i suoi urli di goduria svegliano Rob, e lui le prova che la bocca di un uomo può procurare lo stesso piacere bagnato ai suoi orifizi.
Gli psicoanalisti Freudiani etichettano Rob come una persona estremamente fissata con l'oralità. Gli piace mangiare e bere. E masticare gomme di continuo.

E le ragazze del college amano quando lecca le loro fiche per un'ora o più.
Finché non incontra Julie. Lui la ama. Lei ama lui. Ma lei odiare ricevere piacere dalla lingua di un uomo – non sulla bocca, ma "lì sotto" – e questo minaccia la loro relazione.
Rob vuole farla godere come ha fatto con molte altre ragazze con cui usciva, ma lei reagisce schifandolo, il che lo ferisce.
Rob da la colpa ai genitori di lei, severi ed estremamente religiosi. Julie sospetta qualche problema psicologico.
A prescindere dal motivo, entrambi sperano che si risolva in fretta.
Fortunatamente per i due giovani amanti, una notte il Mostro del Sesso Orale li sente e risponde alle loro preghiere mute.
Entra nel sogno di Julie, e le fa sentire quanto eccitante ed intenso – per non dire appagante – possa rivelarsi il sesso orale.
Quando lei si sveglia, Rob realizza i suoi sogni di estati orale.
Poi lei fa lo stesso con Rob.
Faranno scintille.


Eric dà ad Annabel una lezione in 'Seduzione e omicidio' portando a casa Samuel, un intellettuale sexy. Ma quando Samuel dà ad Annabel più piacere di quanto lei possa immaginare possibile, in lei si insinua il dubbio: riuscirà a finirlo togliendogli la vita?











Steve scommette con il suo amico Jeff che avrebbe trascorso la sua vacanza nelle Filippine a rilassarsi sulla spiaggia, senza soccombere al fascino di una ragazza filippina al bar. Deve riprendersi dal suo recente divorzio. Ma quando incontra Reyna, con i suoi occhi dolci, succede qualcosa di strano. Ci casca – con tutte le scarpe. Jeff torna a casa con 5,000 dollari in più, e Steve molto più felice.
Steve deve riprendersi dal suo divorzio. Per anni al lavoro ha ascoltato il suo amico Jeff vantarsi delle sue avventure e dell'ottimo sesso asiatico fatto in vacanze nelle Filippine.
Palme. Spiagge di sabbia bianca. E belle ragazze asiatiche.
Troppo bello per essere vero, pensa Steve. Solo storie di sesso in Asia, molto esagerate.
Inoltre, ha più di 40 anni. Come può essere il sesso delle Filippine per lui? Quale bella ventitreenne filippina lo vorrebbe, se non per i soldi?
Cosa che rifiuta. Non vuole avere la sindrome da "vecchio sporcaccione". Vuole delle donne filippine che lo vogliano davvero.
Quindi progetta di cenare con del chicken adobo, insalata di frutta buko, e leche flan . . . bere succo di noce di cocco con un'aggiunta di rum . . . nuotare nel mare del Sud della Cina . . . cavalcare le onde . . . dormire al riparo dal caldo sole tropicale, all'ombra di una palma mentre un vento fresco soffia dal mare . . .
Dopo una cena rilassata, Steve va a bere con Jeff. Non c'è niente di meglio di una birra fresca nella notte calda, illuminata solo da chiare lampadine appese sulle panchine dei chioschetti . . . sabbia sotto gli sbagelli . . l'aria è piena di canzoni delle classifiche pop americane e filippine degli ultimi cinquant'anni . . . mentre, sotto il suo sguardo, i surfisti corrono sulle onde
Jeff suggerisce che Steve possa pasasre la serata con la barista – che è una "baklat" – un uomo gay travestito da donna.


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Reagan vuole soltanto bere e divertirsi, ma sembra che non lo faccia in pubblico. Reagan ha appena compiuto 20 anni, sembra più giovane di quanto sia in realtà e non riesce ad avere pace.












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Chipo e la Sirena e altri tre racconti popolari Africani. Immergetevi in questa storia di una Cenerentola africana. Leggerete di come Chipo vedrà tutti i suoi desideri esauditi da una sirena amica. Leggete delle buffe avventure del Coniglio e dei Babbuini in due divertenti racconti. Mai giudicare un libro dalla copertina! Leggete di come due principesse hanno imparato questa importante lezione. 
Chipo e la Sirena
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La Festa del Coniglio
Leggete di come il Coniglio ha imparato a non dare per scontati i suoi amici in questo buffo racconto.

Il Babbuino Sciocco
Imparate quanto è importante seguire le istruzioni in questa novella.
Le Ragazze che sposarono i Leoni
Mai giudicare un libro dalla copertina! Leggete di come due principesse hanno imparato questa importante lezione.


Sembra incredibile, ma il mondo di oggi, ricco di connessioni, non ha reso più facile alle persone trovare qualcuno da amare. Molte lacune sono state colmate dalla facilità di espressione e comunicazione, ma nuovi problemi sono sorti dagli stessi vantaggi.










Amiamo i piatti per slow cooker perché sono semplici, convenienti e gustosi. Ancora migliori sono i piatti per slow cooker che vi aiutano a perdere peso e mettervi in forma. Se seguite una dieta vegana o vegetariana vi accorgerete che state mangiando molti cibi ricchi di sostante nutrienti, pur assumendo poche calorie. Questo non significa che TUTTI i cibi vegani e vegetariani abbiano un basso apporto di calorie. Dovrete comunque controllare il vostro consumo di grassi e di cibi molto calorici, ma scoprirete anche che vi sentirete "pieni" più a lungo perché il vostro corpo starà ricevendo più sostanze nutritive del necessario. Alcune delle ricette sono indicate come disintossicanti. Tutte le ricette sono vegetariane o vegane e la maggior parte di esse vi aiuterà anche a perdere peso. Alcune delle ricette di dessert sono ad alto contenuto calorico, quindi usatele con parsimonia. Vorrete aggiungete subito questo libro di ricette salutari alla vostra collezione.